Tutte 728×90
Tutte 728×90

Capp: “Siamo fragili e non mi dimetto. Io sotto la Curva? Non è mio costume”

Capp: “Siamo fragili e non mi dimetto. Io sotto la Curva? Non è mio costume”

L’allenatore silano sottolinea: “Abbiamo un gruppo risicato dal punto di vista numerico ma non cerco alibi. Mi sento sempre in discussione e non penso di andare via perché sto facendo il mio meglio come i ragazzi”
capp con cucciariIl tecnico dei rossoblù Cappellacci con l’amico Cucciari che ha vinto la gara (foto mannarino)
Più buio della notte. Possibile? Si, basta entrare nella mente di Cappellacci per capire che il Cosenza non ne ha e che, in vista del derby contro il Catanzaro, la situazione è tutt’altro che idilliaca. La gara contro la Lupa Roma doveva rappresentare il ritorno al successo di una squadra che ne ha maledettamente bisogno. Per il morale in primis e poi per la classifica. E invece un’altra sconfitta costringe a tenere il capo basso e mostra fantasmi che sembravano lontani anni luce da una realtà che, solo un anno fa, si godeva il primato in Lega Pro 2. Dodici mesi e il vento che spira nella direzione opposta non lasciano a Cappellacci la possibilità di spingere la nave verso orizzonti più consoni. Soprattutto dopo un finale di gara che ha visto il tecnico colloquiare in panchina col diesse Meluso ed esimersi dal faccia a faccia con i tifosi che lo “acclamavano” a gran voce. In sala stampa qualche minuto più tardi il Cappellacci-pensiero. “Dispiace per la sconfitta. Abbiamo commesso alcuni errori. Sapevano alla vigilia che questa di oggi sarebbe stata una partita difficile da vincere. Abbiamo dimostrato in alcune circostanze di essere fragili. Dovevamo vincere ma purtroppo non è stato cosi. Analizzando il match posso dire che abbiamo una cattiva gestione della palla ed ho pensato ad alternare dei giocatori rispetto alle altre gare facendo giocare Mosciaro e Sassano al posto di Alessandro e Cori. Ecco spiegati i motivi della staffetta”. Poi, a chi lo bacchetta e ne chiede le dimissioni risponde. “Non credo che questa squadra sia da buttare. Sta denotando alcuni difetti anche perché quando perdi non è facile vedere altre cose. Spesso ci facciamo male da soli. Io mi sento sempre in discussione e non penso di andare via perché sto facendo il mio meglio come anche i ragazzi. Questa squadra a mio avviso può migliorare. In questo momento non metto in dubbio nulla perché siamo all’inizio”. Niente dimissioni quindi. Il Capp rilancia e precisa. “Dobbiamo fare di tutto per cambiare questo trend. E’ un gruppo risicato dal punto di vista numerico. Non voglio parlare di altre cose perché quando si perde non mi piace trovare alibi. L’aspetto positivo è che siamo ancora all’inizio e dobbiamo cercare di lavorare per evitare di essere fragili e conoscerci meglio giorno dopo giorno”. E a chi gli chiede cosa sia successo al suo Cosenza e il perché di questa metamorfosi ammette. “Sembra che non ci mettiamo quel mordente in più. Sono convinto che i giocatori vogliono fare tutto questo ma poi comincia la partita e facciamo tutt’altro. Posso assicurare che questa squadra non ha nessuna intenzione di non mettere tutto quello che ha. Purtroppo sono dispiaciuto per come è andata la gara perché dopo una settimana di lavoro dispiace poi quando le cose vanno come oggi”. Capitolo fischio finale con la Sud che lo invoca a gran voce e Cappellacci che resta seduta in panchina. “Non è mio costume andare sotto la curva. Posso parlare con i tifosi in altre occasioni. Sono rimasto in panca per ascoltare la voce dei tifosi. Non ho visto né presidente né giocatori. Domani vedrò la squadra e parleremo”. Certo non andare nello spogliatoio a fine gara non lascia ben sperare. Di solito il capitano di una nave rincuora il suo equipaggio. Oggi il Cosenza è stato lasciato da solo a meditare. (Rino Tripoli)

Related posts