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Cosenza-Lupa Roma: le pagelle

Cosenza-Lupa Roma: le pagelle

Nessun reparto si salva in una giornata totalmente da dimenticare. Il Cosenza di Cappellacci non ha un gioco ed è in balia degli avversari. Per il tecnico sarà la settimana più dura della sua avventura sulla panchina silana. 
ciancio e blondett con la lupaCiancio e Blondett oggi non sono riusciti a fornire una buona prestazione (foto mannarino)
Doveva essere la partita della “riscossa”. E’ stata una gara inguardabile per il Cosenza, giocata in maniera duttile ed efficace dalla Lupa Roma. I laziali hanno fatto un figuro al San Vito. Cosenza in balia degli avversari dall’inizio alla fine del match. Una gara in cui non si salva nessun uomo in divisa rossoblu. Finanche l’allenatore che mestamente, nella ripresa, si è accomodato in panchina guardando la resa dei suoi ragazzi.
SARACCO: VOTO 4. Sul primo gol non è supportato dai compagni anche se con un passo in avanti avrebbe quantomeno infastidito il suo avversario. Sul secondo è fuori posizione ed è costretto a spedire il pallone nella propria porta. 
CIANCIO: VOTO 5. In balia del suo dirimpettaio Perrulli che lo fa ammattire. Sul gol segue Celli dando la possibilità proprio a Perrulli di sfondare e fornire il cross per il vantaggio di Cerrai.
BERTOLUCCI: VOTO 4,5. Imbarazzante quando cicca il pallone e commette fallo da rigore con l’arbitro che lo grazia dando il vantaggio alla Lupa Roma. E’ impalpabile quando il Cosenza si propone.
BLONDETT: VOTO 5. Non riesce a trovare intesa con i compagni di reparto. Paradossalmente è l’unico che affronta i suoi avversari ma, purtroppo, è chiaro che il ruolo di centrale non gli si addice.
MAGLI: VOTO 5. Sembra un pesce fuor d’acqua. Prova a mantenere le distanze da Blondett per evitarne di lasciare un buco nel mezzo ma non sempre gli riesce.
ARRIGONI: VOTO 5. Non ha idee. Il vestito che prova a cucirgli Cappellacci non gli addice. Garantire giro palla per novanta minuti non può essere l’aspirazione di un giocatore professionista.
CRIACO: VOTO 5,5. E’ l’unico che prova timidamente a proporsi. E’ l’unico che prova a battagliare in mezzo al campo.
CORSI: VOTO 5. Non sa cosa fare quando gli arriva il pallone se non scaricarlo sui difensori. Lotta in mezzo al campo ma da un interno ci si aspetta anche che sia propositivo.
CALDERINI: VOTO 5. Gioca da solo come se fosse in cortile con gli amici. Con il Foggia ha fatto la differenza. Oggi non è mai stato pericoloso. 
SASSANO: VOTO 4,5. Gioca in un ruolo a lui poco congeniale. Gioco male e ci mette del suo per perdere una quantità indescrivibile di palloni.
MOSCIARO: VOTO 5,5. La sua presenza si avverte e prova timidamente a concludere quando può. E’ talmente solo in avanti che vederlo così fa tenerezza. Ha il merito di trovare il rigore prima e poi realizzarlo dando una timida quanto inutile speranza ai tifosi presenti.

ALL. CAPPELLACCI: VOTO 4. Vederlo rientrare per primo dagli spogliatoi ad inizio ripresa è emblematico. Quasi come se avesse lasciato alla squadra il compito di caricarsi. A fine gara, poi, è l’unico a non andare sotto la Curva Sud, seppur richiamato a più riprese dai tifosi. Il suo Cosenza è inguardabile, senza un’idea di gioco, imbarazzante dinanzi ad avversari abbordabili. Così si retrocede. Non siamo noi a dirlo. Purtroppo è il responso del campo. E il derby con il Catanzaro incombe. 

Subentrati:
CORI: VOTO 4,5. Ha due occasioni per sbloccarsi. Entrambe di testa. Ma il gol, probabilmente, non è nel suo DNA ed al Cosenza serve un ariete capace di fare breccia nelle difese avversarie.
ALESSANDRO: VOTO 5. E’ la controfigura del giocatore di un anno fa. Impalpabile.
TORTOLANO: VOTO 5. Prova a dare la scossa. Ma giocando da soli non si va da nessuna parte. 

Avversari:
LUPA ROMA: Rossi 5,5, Pasqualoni 5,5, Celli 7, Capodaglio 6, Conson 6, Cascone 6, Prevete 6, Cerrai 7, Tajarol 6, Perrulli 8, Moras 5,5. All. Cucciari 7

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