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Meluso: “Le responsabilità sono mie. Non è la squadra che avevamo in mente”

Meluso: “Le responsabilità sono mie. Non è la squadra che avevamo in mente”

Il diesse accetta le critiche e ammette: “Se dovesse continuare cosi la squadra io ovviamente sono a disposizione per qualsiasi scelta voglia fare la società”
meluso presentazioneIl diesse del Cosenza Meluso
Chissà cosa avrà pensato il diesse Meluso dopo le parole di Cappellacci (“il nostro è un gruppo risicato dal punto di vista numerico”). Due le ipotesi. La prima: ha ragione il tecnico ma con un budget risicato il risultato è avere una rosa risicata; la seconda: come ci si può lamentare del numero dei calciatori se non c’è un’idea di gioco, se non è stata data un’identità a questa squadra. Del resto il calcio non è come il Risiko che si gioca a dadi. Gli allenatori spesso, soprattutto oggi, devono adeguare le proprie idee ai calciatori che hanno. Non si vince sulla carta ma sul campo. E allora è ipotizzabile che Meluso non abbia digerito molto le parole di Cappellacci. I due a colloquio al termine della gara chissà cosa si saranno detti. C’è chi sussurra che il diesse abbia chiesto al tecnico di farsi da parte visto che non ha in mano il polso della squadra (ed oggi è stato lampante in più occasioni). O chi invece ipotizza che Meluso abbia rincuorato il Capp cercando di fargli capire che non è colpa sua se il mercato non è stato esplosivo perché come si dice “non ci si può sedere in un ristorante di lusso con dieci euro nel portafoglio”. Sta di fatto che a fine gara Meluso si è prestato ai taccuini assumendosi le responsabilità del tonfo odierno. “Mi sembrava d’obbligo venire dopo questa partita. Mi metto sul banco degli imputati al primo posto davanti a tutti. Ho già detto, è l’ho fatto prima di questa gara, che se c’era l occasione avremmo preso qualcuno”. Purtroppo non essendo arrivato nessuno è ipotizzabile che i rubinetti siano stati chiusi e che il mercato del Cosenza riprenda a dicembre. Poi Meluso si sofferma sulla gara odierna. “Abbiamo trovato dei problemi perché la squadra è impaurita. Sono qui per difendere le scelte fatte anche se oggi è difficile difendersi. Volevo ribadire che le maggiori responsabilità sono mie e me le prendo. Se dovesse continuare cosi la squadra io ovviamente sono a disposizione per qualsiasi scelta voglia fare la società”. E infine sottolinea. “Non penso che questa sia la squadra che avevamo in mente ed è evidente che la paura la sta facendo da padrone. E preciso che non si tratta assolutamente di una situazione ambientale. Per uscire da questa situazione c’è bisogno di orgoglio e di personalità. Bisogna trovare le energie e ripartire. Anche se dopo oggi non è facile ma dobbiamo riuscirci”. Del resto domenica prossima c’è Cosenza-Catanzaro. Se dovessero mancare le motivazioni in quel giorno significherebbe proprio aver toppato miseramente. (Rino Tripoli)

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