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Cosenza, numeri impietosi. Su otto reti subite ben cinque errori individuali

Cosenza, numeri impietosi. Su otto reti subite ben cinque errori individuali

I silani subiscono una media di 2 reti a partita e ne segnano soltanto uno. Delle quattro reti realizzate soltanto una è arrivata su azione e costruita persino da due difensori (a Salerno).
barletta-cs2okFloriano del Barletta salta secco Blondett ed elude il raddoppio di Corsi
La dura legge dei numeri. Quelli che a leggerli spalanchi gli occhi ed inizi seriamente a porti domande che rischiano, col tempo, di diventare sentenze inequivocabili.
Il Cosenza di Cappellacci si guarda allo specchio è inorridisce dinanzi al dato che riguarda i gol subiti. In quattro gare sono arrivate otto esultanze degli avversari. Media perfetta di due gol a partita.
Ma analizziamo come sono arrivate.
DOLORI. Partiamo da Salerno (1-1). Ingenuità di Sperotto che atterrà Gabionetta. L’ex Crotone dagli undici metri punisce i rossoblu.
Al debutto al San Vito contro il Foggia i silani ne prendono due. Il primo arriva sugli sviluppi di un corner, Calderini allontana al limite dove il Cosenza, incredibilmente, non ha uomini. D’Allocco ringrazia e conclude con la sfera che sbatte sul palo e rientra in campo. Nessun difensore cosentino riesce a leggere l’azione ed Agnelli è libero di depositare nella porta sguarnita. Sul secondo gol ospite il Cosenza si fa rubare palla in fase di costruzione di gioco. Bertolucci, invece di giocare in verticale, preferisce restare in un fazzoletto di campo con passaggio comodo in orizzontale ad Arrigoni che, invece di scaricare la palla, prova un tunnel che non sortisce effetti. Agnelli ruba la sfera e sfonda centralmente servendo poi l’accorrente Iemmello che addomestica col destro e, visto che Blondett non esce in contrasto, col sinistro trova una conclusione a pelo d’erba dal limite dell’area che batte Ravaglia.
Spostiamoci ora al “Puttilli” di Barletta dove i silani ne prendono tre. Sul primo De Rose sfonda a sinistra con Ciancio che lo lascia crossare. Il pallone arriva nel cuore dell’area piccola con Bertolucci che di testa anticipa il suo avversario e alza un pallone a campanile. La sfera termina sul destro di Arrigoni che fa harakiri servendo involontariamente un assist al bacio per Branzani che ringrazia e col destro batte Ravaglia. Sul secondo Ciancio va in anticipo di testa su Floriano servendo involontariamente un avversario. Blondett scivola sulla destra per coprire il compagno ed il Cosenza sbaglia clamorosamente la diagonale con Floriano bravo a sfondare e battere Ravaglia in uscita. Sul terzo tattica del fuorigioco suicida di Magli (invece di inseguire l’avversario che arriva da dietro preferisce partire a razzo in avanti) con Floriano che si invola e viene atterrato da Ravaglia (poi espulso). Dal dischetto Radi non perdona.
Infine ultima gara in ordine di tempo quella del San Vito di domenica scorsa contro la Lupa Roma. Il primo gol ospite porta la firma di Cerrai con Perrulli che sfonda a sinistra (ancora una volta Ciancio non riesce a placare la “furia” del suo dirimpettaio) e serve un cross teso dove l’unico lesto a raccoglie è il giocatore della Lupa Roma con la difesa del Cosenza immobile. Sul secondo ancora Perrulli sfonda a sinistra (con Ciancio sempre in balia) e con un tiro-cross inganna Saracco troppo fuori dai pali.
GIOIE. E i gol fatti? Qui, purtroppo, siamo costretti ad essere molto sintetici. Un solo gol su azione (a Salerno e con la rete di un difensore su assit di un altro difensore) ed un’autorete su un cross di Calderini contro il Foggia. Il resto dice due rigori trasformati e pochi, insignificanti, conclusioni verso la porta avversaria.
La fotografia del momento del Cosenza sta nei numeri. Impietosi e quantomai inequivocabili. (p. b.)
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