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Cozzella e quel gol annullato: “Se rivedo Pairetto…”

Cozzella e quel gol annullato: “Se rivedo Pairetto…”

L’ex attaccante del Cosenza nel 1988 segnò una rete valida al Catanzaro, ma gli fu annullata ingiustamente. “Ricorderò quella partita e quel San Vito per tutta la vita”.
cozzella ternanaL’attuale direttore sportivo della Ternana Vittorio Cozzella. Nel 1988 era in campo nel derby
“Se rivedessi Pairetto…”. Vittorio Cozzella non ha dubbi su quello che direbbe nuovamente all’arbitro che il 15 novembre del 1988 gli annullò il gol che lo avrebbe reso immortale. Sarebbe diventato un mito, un attaccante degno di venerazione in riva al Crati. E pensare che c’era riuscito per davvero. Sul cronometro di Pairetto di Nichelino, destinato da lì a poco una carriera importante, correva il minuto numero 90 di un derby tra i più infuocati del meridione. Una partita che blindò una città e che richiese la costruzione di una “gabbia” al San Vito per permettere a 73 tifosi del Catanzaro di assistere dal vivo alla partita. Il San Vito fu una bolgia per tutto l’arco del match, ma dopo il fischio finale si trasformò in una polveriera. L’episodio che generò violenti incidenti con le forze dell’ordine avvenne poco dopo l’ingresso in campo di Cozzella al posto di Napolitano. “Ricorderò quella partita per tutta la vita – dice l’attuale direttore sportivo della Ternana dalle colonne de “Il Garantista” – Il mio gol era regolare, basta rivedere le immagini”. In effetti, a distanza di trent’anni, i dubbi su quella segnalazione restano vivi non solo negli occhi dei fan rossoblù, ma anche dei cugini giallorosso. “Rubammo palla a centrocampo e partimmo in contropiede – racconta – Dopo una serie di batti e ribatti Padovano trovò il modo di servirmi sulla corsa. Venivo da dietro, calciai e gonfiai la rete: impossibile che fossi finito in fuorigioco. Il frastuono fu assordante, un’emozione straordinaria che chiunque vorrebbe vivere”. Sugli spalti fu il delirio come in campo, ma a negare un posto nella storia a Cozzella fu il primo collaboratore arbitrale che dalla linea del fallo laterale alzò la bandierina. Fermi tutti, non è gol. “Fu il gelo, ventimila persone si ammutolirono di colpo. Le nostre proteste furono vibranti, ma non ci fu nulla da fare: l’1-0 non era valido. Ho pensato tante volte a quel momento e ogni volta ricordo con rabbia la fermezza di Pairetto: ancora oggi vorrei dirgliene quattro”. Nonostante sia un direttore sportivo di Serie B, segue con attenzione le sorti del girone meridionale della Lega Pro. “Conosco bene sia Meluso che Ortoli: sono tra i più attenti conoscitori di quella che un tempo chiamavamo Serie C. Il Cosenza deve ritrovare la strada giusta per imboccare il sentiero tracciato dalla società ad inizio stagione, mentre della forza Catanzaro mi sono già reso conto in estate in occasione della sfida di Coppa Italia. Sono sicuro di un aspetto: domenica ci sarà da divertirsi, il calore della gente è qualcosa di fantastico”. Il Cosenza, a distanza di trent’anni, cerca ancora l’erede di Aita. Si cerca un calciatore che batta il Catanzaro e che passi alla storia… (Luca Sini)
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