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Cosenza-Catanzaro: l’avversario

Cosenza-Catanzaro: l’avversario

Moriero ha a disposizione una Ferrari, ma non potrà fare affidamento su Fofana e Kamarà. Di Chiara non è al meglio, pronto Squillace. Il 4-2-3-1 delle Aquile fa paura dalla cintola in su.
di chiara esulta czIl terzino giallorosso Di Chiara, con la cresta, rischia il forfait (uscatanzaro1929.com)
Squadra completa, presidente facoltoso, allenatore esigente. Il Catanzaro è questo, un sodalizio tra i più solidi dal punto di vista economico e che punta alla promozione diretta senza passare dai playoff. Il patron Cosentino ha indicato l’obiettivo da perseguire e per centrare il salto di categoria non ha affatto badato a spese, investendo qualcosa come due milioni di euro, tre volte il Cosenza di Guarascio. Rispetto alla passata stagione, dove comunque ha posto le basi per l’attuale con una serie di acquisti importanti, il ds Ortoli ha potuto sfruttare il portafogli di mister Gicos per mettere a punto un organico da urlo. Panchina affidata a Checco Moriero, che qualche anno fa Luca Pagliuso e Castagnini avrebbero voluto al San Vito. Il tecnico sa di giocarsi tanto in una stagione stellare dopo il flop di Lecce. Il modulo prescelto è il 4-2-3-1, ma è dalla cintola in su che il Catanzaro fa paura. Il resto dell’organico è comunque da categoria superiore. Tra i pali, dopo alcune bizze estive, è rimasto il portiere Bindi che garantisce affidabilità e gestisce il reparto difensivo. E’ sulla retroguardia che agisce il capitano giallorosso, l’unico catanzarese in rosa. Ferraro e Rigione formano una coppia ben assortita, un mix tra esperienza e freschezza. A destra al San Vito giocherà Daffara, mentre a sinistra la cresta di Di Chiara macina chilometri ogni domenica. E’ in dubbio, ma Squillace non dà la stessa affidabilità. Nonostante tutto, il pacchetto arretrato ha ballato in qualche occasione e potrebbe essere il punto debole delle Aquile. A centrocampo c’è l’imbarazzo delle scelte. Il top-player della mediana è Vacca, strappato al Benevento un anno fa dopo la rottura coi sanniti e convinto a suon di triennale: potrebbe giocare benissimo in B lottando per la A. Al suo fianco si alternano elementi che sarebbero titolari ovunque: Maiorano, Morosini e Pacciardi ne sono esempi lampanti. Sulla trequarti la vera meraviglia di Moriero: Ilari, Russotto, Barraco, Pagano e Martignago assicurano qualità e saltano sempre l’uomo, senza dimenticare l’infortunato Fofana (al pari di Ilari) che quando tornerà a disposizione darà manforte al settore. In attacco Silva Reis si è sbloccato e promette scintille in attesa che Kamara (200mila euro all’anno per quattro stagioni) torni disponibile. Insomma, le Aquile sono un collettivo costruito per vincere e sui Tre Colli si sogna il blitz più importante da inizio stagione. (Luigi Brasi)
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