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Curva Bergamini, pagella da 7.5 e uno striscione geniale

Curva Bergamini, pagella da 7.5 e uno striscione geniale

Coreografia di forte impatto e riuscita perfettamente. Il confronto con i cugini giallorossi, presenti in numero minore rispetto ai biglietti venduti, è vinto grazie ad un colpo di classe assoluto.
striscione derby matrimonioLo striscione dedicato ad Andrea Amendola, uno dei leader degli UC ’73 (foto mannarino)
Il derby di Calabria sugli spalti è stato uno spettacolo di tifo e colori, proseguito anche dopo il 90′ per almeno un’altra mezzora di botta e risposta dalle gradinate. Coloratissima la Curva Bergamini, a petto nudo molti dei circa 700 tifosi del Catanzaro (non tutti coloro in possesso del biglietto sono poi venuti a Cosenza, ndr). Era la prima volta che in campionato i tifosi delle Aquile raggiungevano il San Vito in numero considerevole, per i giallorossi si trattava quindi della trasferta più attesa, quella che univa due-tre generazioni. Non hanno sfigurato, questo è giusto ammetterlo, favoriti però da un servizio d’ordine scrupoloso che ha blindato una città per favorire il loro accesso allo stadio. Accettabili nel numero, hanno sciorinato il loro repertorio con qualche coro anche molto recente, come quello sul motivetto intonato in Brasile dai supporter argentini. Sfottò verso i cugini col solito refrain su Padre Fedele, poi l’attesa (vana) del gol e dei tre punti promessi da Moriero alla vigilia. Il gruppo ultrà ha scelto di posizionarsi nella parte bassa, a ridosso del terreno di gioco dietro i loro striscioni da trasferta: UC e Massimo. Il voto in pagella? Sufficienze piena, 6.5. Dall’altra parte il derby è iniziato la sera prima e continuato ieri mattina per le piazze e le villette della città. Il nucleo più caldo del tifo organizzato ha raggiunto il San Vito in corteo, poi ha riempito la Curva Bergamini polverizzando i biglietti messi a disposizione dalla società. Quelli in vendita non raggiungevano l’intera capienza perché la riduzione dei posti è stata fatta proporzionalmente in ogni settore dell’impianto. Geniale l’idea di accogliere l’ingresso dei fan ospiti girandosi tutti di spalle, un muro di bandierine la coreografia. Semplice, ben riuscita e di forte impatto nonostante le scarse risorse economiche. Lo striscione “Sono quelle cose che alla fine ti restano” è un omaggio a Piero Romeo, nonché il riassunto della giornata. Il tifo è compatto e le sciarpate senza un buco: l’occhio ha avuto la sua parte, così come i tifosi più attempati con lo slogan “Aquile coccodè” che faceva molto vintage. Il colpo di classe, tuttavia, è arrivato puntuale. “Avete sbagliato stadio… qui non c’è nessun matrimonio… ridicoli” ha regalato alla Bergamini l’applauso dello stadio e generato il coro “la bomboniera, vogliamo la bomboniera”. Il riferimento, chiaro, è al capo degli UC ’73 Andrea Amendola, ora pare non più “in carica”, che in estate ha sfruttato il Ceravolo per accogliere da consigliere comunale gli invitati alle sue nozze. Basta questo per il 7.5 per la pagella del primo quadrimestre. (Luigi Brasi)
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