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Cappellacci, Guarascio e la differenziata

Cappellacci, Guarascio e la differenziata

– l’editoriale di Piero Bria – 
Il Presidente dia il buon esempio esonerando il tecnico e trovi la soluzione giusta per garantire una salvezza che, ad oggi, è seriamente in pericolo.
capp dispera a teramoL’allenatore del Cosenza Roberto Cappellacci è ora appesa ad un filo (foto mannarino)
Il presidente Guarascio è il principe della differenziata in Calabria. Non siamo noi a dirlo. Sul sito dell’azienda gestita dal patron rossoblù c’è scritto testualmente: “Ecologia Oggi è un’azienda che opera nel settore ambientale sin dal 1987, grazie alla lungimiranza imprenditoriale di Eugenio Guarascio. L’Azienda è una delle prime del settore in Calabria…la sua rete d’intervento si estende sull’intero territorio dell’Italia meridionale. La Società, in un mercato quanto mai saturo d’iniziative volte alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio, si contraddistingue per… l’ampia disponibilità di mezzi, strumenti, attrezzature e personale altamente qualificato…”. Fatta questa premessa veniamo al concreto.
Innanzitutto ci piacerebbe che il Cosenza riuscisse realmente ad essere una delle prime realtà calcistiche in Calabria. Ci piacerebbe che, come Ecologia Oggi, il Cosenza potesse vantare ampia disponibilità di mezzi, strumenti, attrezzature e personale altamente qualificato. Ci piacerebbe anche che il presidente prendesse delle decisioni per il bene dell’Azienda Cosenza calcio evitando di continuare su una strada che porta dritta dritta tra i dilettanti. Mantenere i conti è doveroso. E su questo aspetto Guarascio ha dimostrato, almeno fino ad oggi, di essere stato un discreto “contabile”. Ma nel calcio, purtroppo, serve avere lungimiranza oltre che saper spendere i propri soldi facendoli fruttare il doppio o il triplo. Altrimenti che senso avrebbe fare azienda? E allora, dinanzi ad una scelta “economicamente rilevante”, bisogna avere il coraggio di mettersi in gioco e trovare una soluzione che stravolga una situazione che è decisamente degenerata.
Il Cosenza di Reggio Calabria è figlio della paura di un tecnico che è in balia di se stesso (la teoria del “non prenderle” non funziona più). Un allenatore incapace di comunicare con i calciatori e/o di preparare una partita e/o modificarla in corsa (la sfida contro la Reggina è l’ultima di una serie infinita iniziata dall’aprile scorso).
La massima di Cappellacci dopo Reggina-Cosenza è: “Questo Cosenza deve piacere alla società. Non a me o ai tifosi”. Passi pure per il tecnico aziendalista ma questa affermazione è figlia di una fase di delirio assoluto. Altrimenti non riusciamo realmente a comprenderne il significato.
Cappellacci tiene al suo posto di lavoro potrà dire qualcuno. Bene, allora è giusto che lo difenda. Ma quantomeno lo faccia con decenza verso se stesso e verso gli altri. Perché il tono remissivo che utilizza dà una percezione negativa. E’ come se il tecnico abbia totalmente perso la bussola cercando conforto nella società più che nella squadra o nel direttore sportivo e soprattutto nei tifosi. Arrivando a rinnegare per giunta se stesso. Perché è risaputo che gli allenatori di tutto il mondo sono i primi estimatori di se stessi. Da ieri tutti tranne uno: Roberto Cappellacci.
Dispiace che la “favola” tra il Capp ed il Cosenza finisca così. Ma è giusto che Guarascio inizi a pensare ed agire come accade ogni giorno per la sua azienda di rifiuti. Fare la differenziata è cosa buona è giusta. Presidente inizi lei. Si differenzi dando il buon esempio: esoneri Cappellacci e indichi la strada giusta al successore.
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