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Né brocchi, né campioni…

Né brocchi, né campioni…

l’editoriale di Piero Bria – 
E’ giusto mettere in risalto alcuni aspetti positivi senza tralasciare quelli negativi. Il Cosenza ritorna da Matera col sorriso e una grande speranza.
cori esulta materaLa splendida esultanza di Sacha Cori a Matera sabato scorso dopo il 3-1 (foto veglia)
“Nel calcio quando vinci sei un campione, quando perdi tutti diventano brocchi. Non siamo né brocchi e né campioni”. Quante volte avete sentito questa frase. E’ il diktat di allenatori e giocatori. Dopo la vittoria di Matera non celebriamo nessun campione, ci mancherebbe. Ma è giusto mettere in risalto alcuni aspetti positivi senza tralasciare quelli negativi. Partendo dal presupposto che la squadra che vince ha sempre ragione bisogna dare atto a Cappellacci che il Cosenza di Matera è stato più coscienzioso. La gara è iniziata con un’impostazione tattica ben definita. Undici uomini dietro la linea della palla con Alessandro che, arrivati in zona franca, andava quasi a formare una difesa a cinque. A differenza delle altre gare il Cosenza ha verticalizzato di più. Corsi da centromediano metodista ha reso come mai in questa stagione e poi la vena di Criaco ha fatto il resto. Perché il centrocampista reggino è stato fondamentale per i due gol siglati da Cori. A proposito di Cori. Finalmente verrebbe da dire. Quando si sblocca un attaccante è sempre una lieta notizia e, spesso, coincide anche con la conquista dei tre punti. Da ieri Cori è diventato giudicabile. Perché, prima di Matera, è stato realmente difficile poter osservare le qualità del centravanti. Un discorso a parte merita Calderini. Senza di lui, diciamocelo apertamente, il Cosenza è poca roba. Soprattutto se si pensa che, fino ad ora, è mancato De Angelis. Il dieci silano sta tenendo in vita un attacco che ha evidenti difficoltà. Eppure su Elio c’è una precisazione da fare. Il suo è un gioco solitario. Ci piacerebbe vederlo dialogare con la squadra, diventerebbe ancora più devastante. Infine una precisazione: l’esultanza della squadra dopo il gol e l’abbraccio al tecnico è la cartolina che arriva da Matera. Conservarla è doveroso per non commettere gli errori di inizio campionato. Nelle prossime quattro gare (di cui tre in casa) sapremo se il Cosenza ha cambiato tendenza. Né brocchi, né campioni. Basterebbe essere una squadra di carattere come è avvenuto a Matera.
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