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Sì, sono quelle cose che alla fine ti rimangono

Sì, sono quelle cose che alla fine ti rimangono

Un’iniziativa da tifoseria viva, pensante e non stereotipata secondo canoni che in riva al Crati non hanno mai attecchito. Gli ultrà del Cosenza non sono mai stati militari da passare in rassegna.
ultras tribina aGli ultrà del Cosenza in Tribuna A di fianco ai tifosi diversamente abili (foto mannarino)
“Oltre le barriere c’è vita, sempre”. La vittoria più bella ieri pomeriggio al San Vito è arrivata da chi lotta affinché ci sia un Parco Romeo in ogni quartiere. La Curva Bergamini era vuota, ma non era per colpa di un manganello o di un lacrimogeno di troppo, bensì per un abbraccio che la Cosenza sportiva ha regalato ai loro figli penalizzati dalla struttura di uno stadio vetusto e inospitale come pochi. Gli ultrà hanno scelto di seguire la partita contro il Messina dalla Tribuna A, di fianco ai supporter diversamente abili che ogni domenica prendono posto in quel settore. Un’iniziativa da tifoseria viva, pensante e non stereotipata secondo canoni che in riva al Crati non hanno mai attecchito. Gli ultrà del Cosenza non sono mai stati militari da passare in rassegna, di sovente hanno preferito i fatti alle chiacchiere. Come quando parteciparono alle manifestazioni per i lavoratori in lotta, a quelle per gli arresti post-G8 o come quando in prima persona organizzarono manifestazioni, dibattiti e serate in modo da raccogliere fondi per Chiapas, Kurdistan o Palestina. Solo 14 giorni fa hanno aiutato Genova e i genovesi. Lo striscione di ieri, già esposto nel derby col Catanzaro, racchiude il significato di quasi quarant’anni di curva: “Sono quelle cose che alla fine ti rimangono…”. Parola di Piero Romeo, che ieri avrà cantato e ballato da lassù. (cosenzachannel.it)
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