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Roselli, se autorevolezza e autorità vanno a braccetto

Roselli, se autorevolezza e autorità vanno a braccetto

Il tecnico del Cosenza non sta facendo sconti dimostrando di saper prendere decisioni all’apparenza impopolari. Nella sua squadra non c’è spazio per chi non rispetta le regole.
cosenza a savoiaI rossoblù in campo a Torre Annunziata prima del fischio d’inizio del match

Roselli è uno che non guarda in faccia a nessuno e l’autorevolezza che gli si deve passa anche attraverso scelte autoritarie. Il concetto adesso è passato anche all’interno dello spogliatoio: non basta saper giocare a calcio per meritarsi una maglia da titolare. Nel suo Cosenza non esistono prime donne, è tramite il sacrificio e l’umiltà che si dovrà giungere alla salvezza. Il fatto che i rossoblù siano di nuovo in zona playout non preoccupa: il punto conquistato a Torre Annunziata è prezioso e fa parte di un processo di crescita che passa anche da prestazioni non brillanti come quelle offerte al Giraud. L’importante, in casi del genere, è che non si perda contro una diretta concorrente. Il tecnico umbro sin dal primo giorno ha parlato di equilibrio e di collettivo, parole che alla luce delle decisioni assunte settimana dopo settimana suonano come messaggi subliminali nei confronti di uno spogliatoio per i suoi gusti forse troppo anarchico. Non è il classico sergente di ferro, ma semplicemente un allenatore che fa rispettare le regole. Non ha paura di escludere calciatori dal peso specifico pesante come Mosciaro e Calderini, o spedire in tribuna chi non ha offerto prestazioni sufficienti come Alessandro. Ha recuperato psicologicamente gente del calibro di Cori e Arrigoni e sta dando fiducia a Zanini, uno che lanciò a Pavia poco più che ragazzino. Trame semplici, pressing alto quando il match lo consente e qualche verticalizzazione ad innescare le punte. Quest’ultimo aspetto sabato è mancato, ma ha una settimana per lavorarci su. Nell’immediato bisogna pensare alla Salernitana che mercoledì sarà di scena al San Vito per un match di Coppa Italia in cui giocheranno tante seconde linee. Chi ha trovato meno spazio avrà l’occasione giusta per mettersi in mostra e mettere in difficoltà “Il Santo”. Guai a farsi trovare svogliati: sarebbe una errore che non verrebbe perdonato. (Luca Sini)
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