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I graffi di Crudelia Delgol: Nicola Ravaglia

I graffi di Crudelia Delgol: Nicola Ravaglia

Sotto la lente di ingrandimento la “very normal person” Nicola Ravaglia. Comportamenti e look poco stravaganti, niente tatuaggi: è un calciatore o uno sconosciuto da mandare da Fabrizio Frizzi? E quel gol preso da Branzani a Barletta, proprio dal “signor Biasi”, non ci stava affatto… 
ravaglia eleganteIl portiere rossoblù ai tempi del Cesena. Vederlo vestito così è un evento da non perdere…
Il debutto in Lega Pro unica per i Lupi è stato dei più nefasti e questo è un fatto. La caccia al colpevole, conclusasi poi con l’esonero di mister Cappellacci, è stato l’argomento che ha tenuto banco in maniera incontrastata negli scorsi mesi in città: dagli spalti, ai banconi dei bar, ai forum online, alle trasmissioni radio e tv. Presidente, direttore sportivo, tecnico e calciatori giocavano ad un tenero “non sei tu, sono io!”, come i fidanzati quando una storia è in crisi, mentre i sondaggi cercavano di distribuire le percentuali di colpa tra questi, il fato, l’effetto serra, Berlusconi, la crisi.

A pensarci bene, sul punto ho visto interrogare chiunque, meno che l’oroscopo. E come non credere, quando si inanellano tanti e tali sciagurati eventi, che esistano delle influenze derivanti dallo spostamento dei corpi celesti?
Prendiamo l’esempio di Ravaglia: per l’estremo difensore rossoblù, nonostante si presentasse con un curriculum di tutto rispetto, i primi tempi nella città dei Bruzi non sono stati di certo dei più rosei. Inizia presto con una squalifica, passando attraverso prestazioni appannate e troppi gol subiti, riuscendo persino a rimediare una ginocchiata in faccia da parte di un compagno di squadra durante l’allenamento, che gli è costata un turno di stop. Incassato anche l’improbabile infortunio, per un portiere professionista non deve essere facile da digerire l’aver visto la propria porta violata, tra tutti, anche da Oscar Branzani del Barletta, meglio conosciuto come il Signor Chiara Biasi: uno che nella vita ha collezionato più shooting fotografici che presenze in campo, uno che è salito più spesso agli onori della cronaca per via del triangolo amoroso con Borriello junior, che per meriti sportivi. Ma, si sa, nei periodi sfortunati, tutto finisce per andare storto e così, contro il Cosenza, anche il centrocampista dei pugliesi incappa nella giornata migliore e sigla la sua prima rete in carriera.
Nicola Ravaglia è nato il 12 dicembre e sono certa che, se potessimo interpellare Paolo Fox sul quadro astrale del Sagittario di quei mesi, ci confermerebbe un qualche tragico transito di pianeti contrari nel segno. Pianeti che, ad un certo punto, devono essersi ribaltati insieme alla panchina perché, se è vero che il nuovo allenatore non ha ancora avuto il tempo di dare la propria impronta alla squadra, è anche vero che la sua presenza qualche influsso propiziatorio lo ha avuto fin da subito. Il numero uno dei Lupi, già dalla trasferta di Lecce apparso rinato e, a detta di tutti, il migliore in campo, in casa col Messina neutralizza persino il tiro dal dischetto del sempreverde Giorgio Corona, il quale, dal canto suo, dimentica per la prima volta di arrotolare il pantaloncino e dunque calcia un rigore sicuramente non all’altezza della sua fama.
A questo punto, se Ravaglia è il giocatore visto nella più felice “era Roselli”, per nostra fortuna, dimostra di avere maggiore dimestichezza tra i pali che tra le ante dell’armadio e di osare di più nelle uscite che negli abbinamenti. In borghese, Nicola ha l’aspetto di un tranquillo studente di ingegneria. Dimenticate i tratti distintivi di chi fa di lavoro il calciatore: nessun tatuaggio a vista, nessuna maglietta dai colori fluo o dalla scollatura di dubbia virilità tanto in voga tra i suoi colleghi. In spiaggia preferisce proteggere la sua carnagione chiara indossando una t-shirt bianca, mentre gli altri fanno la gara della tartaruga più pronunciata. Nessun codino alto stile samurai ma rassicuranti occhiali da vista. Sarebbe il “solito ignoto” ideale per mandare in crisi i concorrenti che, nella trasmissione tv di Fabrizio Frizzi, devono indovinare il mestiere del personaggio misterioso, giudicandolo solo dalla sua immagine.
Ma finché è lui ad indovinare i giusti tempi degli interventi sulla palla e a salvare in maniera provvidenziale la nostra porta, a noi piace così.
VOTO 6 con l’auspicio che sia sempre inferiore a quelli che si meriterà in campo.

crudelia ok

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