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Quando il cuoco è di classe

Quando il cuoco è di classe

– l’editoriale di Piero Bria
Roselli ha cambiato volto al Cosenza dimostrando a Cappellacci che, a volte, bisogna cambiare per stupire. Gli ingredienti non erano poi così scadenti ed il piatto ora è più gustoso.
curva con aversaLa Curva Donato Bergamini in occasione del match con l’Aversa (foto mannarino)
Due squadre, due allenatori, due modi diversi di prendere per mano il Cosenza. Cappellacci, a cui va il merito di aver salvato i silani l’anno scorso, non è riuscito quest’anno a cambiare marcia ad una squadra lenta e compassata. Roselli, invece, ha dimostrato che in corsa d’opera si può modificare un assetto. Tra il Cosenza settembrino del Capp e quello attuale c’è un abisso. Lo stesso abisso di ieri tra il primo ed il secondo tempo. Perché Roselli, rispetto al Capp, ha avuto l’umiltà e la sagacia di saper reagire ad una situazione tutt’altro che facile. Al termine del primo tempo tra Aversa e Cosenza tutto sembrava presagire un pareggio incolore. Le modifiche tattiche del “Santo” hanno di fatto cambiato le carte in tavola. Calderini più largo, Fornito nel mezzo, Tortolano alto a destra. Piccoli accorgimenti, grandi risultati. Incidere su un match non è mai facile. Roselli lo ha fatto con esperienza, riuscendo a dare una sua impronta ad una squadra che ha dei limiti e che, necessariamente, sta navigando a vista in attesa che gennaio arrivi in fretta (leggi mercato). Se a questo aggiungiamo che l’allenatore umbro ha raggiunto il sesto risultato utile consecutivo il volto di chi ama il Cosenza si rasserena. Perché la tristezza di ieri ha lasciato il passo al riscatto di oggi. Gli ingredienti del Cosenza non erano poi così scadenti come qualcuno pensava. E’ bastato cambiare il cuoco per rendere il piatto più accattivante.

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