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Un anno da Lupi: dalla festa per il centenario all’addio di Ciccio Marino

Un anno da Lupi: dalla festa per il centenario all’addio di Ciccio Marino

Dagli spalti gremiti nel giorno dei 100 anni passando per una salvezza meritata in Lega Pro unica fino all’addio di Condò e Marino.
curva contro aversa particol
Ripercorriamo insieme i dodici mesi del 2014. Un anno dove il Cosenza è riuscito a conquistare la Lega Pro unica e dove, probabilmente, in molti si sarebbero aspettati qualcosa di diverso nell’anno dei cento anni del club silano.
GENNAIO. L’anno del centenario inizia con un sussulto esterno contro il Tuttocuoio. E’ il 5 gennaio quando De Angelis e Alessandro firmano il blitz. Una vittoria che, di fatto, porta il Cosenza a distanza di sicurezza dalla zona salvezza e consente al diesse Marino di concentrarsi sul mercato. A metà del mese arrivano tre rinforzi: Asante dal Grosseto, Chinellato dal Sorrento, Partipilo dal Bari e Corsi dall’Aprilia. Solo per quest’ultimo l’esperienza tra i silani durerà tutto l’anno. Ma non solo arrivi. A partire infatti sono Castagnetti che vola a Carrara e Adamo che rientra dal prestito al Parma. Nel mezzo arriva il pari casalingo (2-2) con la Casertana, la sconfitta inaspettata di Sorrento (0-1) e la vittoria sonante nel derby con la Vigor Lamezia (3-0).
FEBBRAIO. Il secondo mese dell’anno inizia in malo modo. L’Arzanese, ultima in classifica, risorge in casa al cospetto di una squadra spenta (1-3). I silani sembrano subire il colpo e la domenica successiva, dinanzi al pubblico amico, non si va oltre il pari contro il Castel Rigone (1-1). Per la prima volta in stagione il patron Guarascio esce allo scoperto ed esorta la squadra a dare il massimo nel mese che coincide con i festeggiamenti dei cento anni. A Melfi arriva una vittoria al fotofinish con la firma su calcio di rigore al 94′ di De Angelis. Per l’attaccante campano è il decimo sigillo stagionale (il terzo su calcio di rigore). La vittoria rianima l’ambiente nella settimana che precede la festa del Centenario. Contro l’Aversa i cosentini rispondono con quel senso di appartenenza che testimonia l’attaccamento della città verso una squadra che troppe volte ha deluso dall’inizio del nuovo millennio. La rete di Criaco, il momentaneo pareggio di Orlando e il gol di Mannini fissano la gara su un 2-1 che consente ai rossoblu di festeggiare nel migliore dei modi dinanzi a 15mila spettatori festanti.
Ma al di là del gioco resteranno negli occhi e nel cuore i nove tiri in porta di Marulla a celebrare le simboliche 100 reti con la maglia silana (91 quelle reali) oltre alla commovente lettera ai tifosi letta da Donata Bergamini per ringraziarli dell’affetto immutato per Denis, e l’inno cantato da un sempreverde Mario Gualtieri, e poi i fuochi d’artificio, i riconoscimenti alle vecchie glorie. Una giornata di festa che rimarrà tale a dispetto degli impegni della società che aveva illuso i tifosi promettendo una gara contro una big (si è parlato della Roma) che non avverrà mai.
MARZO. Marzo è pazzo solitamente. Eppure il Cosenza dopo lo stop di Foggia (0-1) e il pari in diretta TV contro il Messina (0-0) riesce a regolare tra le mura amiche il Poggibonsi (1-0) grazie alla rete del solito De Angelis. Una vittoria che porta la squadra di Cappellacci ad un tiro di schioppo dal raggiungimento dell’obiettivo prefissato in estate, ossia la salvezza. Il pari a Chieti (1-1) consente ai rossoblù di potersi giocare al San Vito la permanenza tra i Pro contro il Gavorrano. La rete del capitano Manolo Mosciaro regala al Cosenza la salvezza con largo anticipo. A quattro giornate dalla fine della LP2 i rossoblu gongolano pregustando una stagione al cospetto di avversari storici e di derby dal sapore antico.
APRILE. E’ il mese horribilis del Cosenza targato Cappellacci. Quattro gare giocate e solo un punto racimolato. Ischia (0-2), Aprilia (0-1) e Martina (1-2) puniscono senza pietà un Cosenza spento e senz’anima. A sorpresa poi, il 29 giugno, il consulente di mercato Gigi Condò e il Cosenza si separano consensualmente.
MAGGIO. Solo nell’ultima giornata contro il Teramo (1-1) al San Vito arriva un punticino che segna l’arrivederci alla prossima stagione tra il pubblico cosentino e la squadra di Cappellacci. Ma la fine del torneo è solo l’inizio di un cambio tra le fila dello staff. Dopo Condò anhe il diesse Marino di separa da Guarascio. E il 27 maggio quando la società annuncia un altro direttore sportivo cosentino, si tratta di Mauro Meluso. Peccato che Meluso arrivi pochi giorni dopo il rinnovo biennale di Cappellacci. Una scelta del presidente che farà molto discutere nei mesi succesivi.
GIUGNO. E’ il mese delle frasi ad effetto per accendere il mercato e tentare di mantenere vivo l’interesse su un Cosenza che, invece di rafforzarsi mantenendo una determinata intelaiatura, inizia a vendere. Il pezzo pregiato (leggi Frattali) va all’Avellino mentre non si trovano gli accordi per i rinnovi di diversi calciatori tra cui il difensore d’esperienza Guidi. Il 12 giugno, a dispetto degli anni passati, il Cosenza annuncia Norcia come sede del ritiro che avrà inizio il 13 luglio. Il 18 giugno Guarascio dichiara: “Il Cosenza avrà un’età media di 24-25 anni. Ed investiremo nel settore giovanile”. Di fianco a lui Cappellacci che prima presenta il suo nuovo staff e poi precisa: “Mi sento più cosentino che mai. Vedrete, Guarascio investirà più di quanto stabilito”. Il 28 giugno il Cosenza si iscrive alla Lega Pro.

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