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I graffi di Crudelia Delgol: Luca Tedeschi

I graffi di Crudelia Delgol: Luca Tedeschi

Sotto la lente di ingrandimento un “terrone del nord” che ha imparato il dialetto e che posta su Instagram video di se stesso in versione ballerino di tarantelle. Ma quei calzini indossati insieme alle infradito si possono mettere solo se lavori nel ristorante del padre di “Kiss me Licia”!
tedeschiokIl difensore Luca Tedeschi in un negozio “in” della sua amata Cosenza
“Chi viene al Sud piange due volte: quando arriva e quando se ne va.” E’ la trama di un film visto e rivisto. Ma niente di più vero fu mai detto per chi come Luca Tedeschi, ventitreenne, arrivò per la prima volta in terra calabra, destinazione Crotone. Innegabile che i “terroni” siano da sempre vittime di tristi stereotipi ma, che rimanga tra noi, qualcuno forse ce lo meritiamo! Un ragazzo del Nord, quando approda in Calabria, si sente fuori luogo come un vegano alla sagra del cinghiale.

Un villaggio colorato e chiassoso, popolato da sconosciuti che ti danno fragorose pacche sulle spalle, da gente che comunica in una lingua oscura più criptica dell’aramaico antico, da baristi che a colazione ti chiedono come mai ti sei fatto ammonire su quel contrasto, mentre tu, di prima mattina, avresti voglia a malapena di spiegare che nel cornetto preferisci la crema alla marmellata!
Poi col tempo qualcosa cambia e te ne accorgi quando il signore del bar, che vuole sapere della partita, non ti infastidisce più ma inizia a sembrarti uno di famiglia.
Così piangi quando te ne vai… e poi ci ritorni. Infatti, all’epoca, Tedeschi non sapeva ancora che la sua carriera lo avrebbe riportato a queste latitudini e quando ha ricevuto la proposta del Cosenza, non ha dovuto pensarci neanche un secondo. Sicuramente la storia e il blasone della squadra rossoblù hanno fatto il loro, ma il pensiero di ritrovare amici e luoghi diventati per lui molto cari ha messo il resto.
Il nostro centrale difensivo, bolognese di nascita, è ormai diventato un calabrese DOC, tanto che i suoi amici d’infanzia, quando torna a casa, lo accusano di avere acquisito l’accento. Ha imparato a comprendere il dialetto e lo parla anche discretamente (se un qualsiasi non-cosentino riesce a pronunciare la parola “cuddrurieddri”, a mio parere è la prova del nove). Conosce tutti i piatti tipici della nostra gastronomia e sa ballare persino la tarantella, come testimonia un video sul suo profilo Instagram.
Nella vita privata, Luca è il classico ragazzo della porta accanto, quello a cui ogni mamma vorrebbe dare in moglie la propria figlia, considerato inoltre che trattasi di uno dei pochi tesserati AIC ad aver letto in vita sua qualcosa in più del libretto d’istruzioni per collegare la Xbox. Lui però, in questo momento, ha occhi solo per le sue migliori amiche. E se è vero che la scaramanzia è un tratto tipico di noi meridionali, pure su questo aspetto si è lasciato terronizzare in fretta: al fischio d’inizio di ogni match, la sua serenità dipende a filo doppio dalla presenza dei suoi angeli custodi, schierate sui seggiolini della tribuna rossa sud, dove lui stesso a fine partita si reca, lanciando al vento baci di ringraziamento.
Pochi grilli per la testa, look sobrio ma curato, con una particolare attenzione ai materiali. Per esempio la famosa canotta, adorata dal compagno Cori, non sa neanche cosa sia. Anzi, l’unica canottiera che possiede è il capo di biancheria intima (quella di Fantozzi per intenderci) da indossare quando fa molto freddo, sotto maglioncini esclusivamente in cashmere e di produzione Made in Italy.
Traendo le somme, in virtù dell’immagine che difende nelle pubbliche uscite, avrebbe le carte in regola per vincere il contest dello stile a mani basse. Ma si ferma a pochi metri dal traguardo a causa delle bizzarre abitudini che, per fortuna, mantiene solo tra le mura domestiche, cedendo alle incisive pressioni dei suoi amici a cui va la gratitudine della intera popolazione nazionale. Ed io vorrei aiutarli, approntando per lui un vademecum in cui si chiarisce che dei calzini con l’applicazione di una cresta rosa di peluche sono perdonabili solo se invitato ad un pigiama party nella villa di Valeria Marini. Ancor peggio, i calzini indossati insieme alle infradito solo se lavori nel ristorante del padre di Kiss me Licia. E i leggings da uomo solo se sei Roberto Bolle.
Oppure Robin Hood, che col carnevale alle porte, potrebbe essere un’idea…
VOTO 9: IL RAGAZZO HA STOFFA. MA NON APRITE QUELLA PORTA (DI CASA SUA)!

crudelia ok

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