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“Mi è stato impedito di entrare al San Vito col passeggino: intollerabile”

“Mi è stato impedito di entrare al San Vito col passeggino: intollerabile”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera della signora Susanna Russo che ha denunciato un episodio accaduto ieri allo stadio. “Solo grazie all’aiuto del Sig. Giuseppe Calabró e alla sua gentilezza riuscivo a raggiungere mio figlio a mezz’ora dall’inizio della partita”. il club nel post-partita si è scusato, invitandola ad assistere gratuitamente al match con il Lecce. 
anni80
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera della signora Susanno Russo su quanto accaduto ieri pomeriggio allo stadio San Vito prima dell’inizio di Cosenza-Matera. “Volevo denunciare pubblicamente quanto accadutomi oggi allo stadio San Vito di Cosenza. Un episodio che da cosentina, da tifosa, da mamma e da donna non posso assolutamente tollerare. In nessuno stadio in italia ed in nessuna categoria è stato mai impedito a me o ad altre mamme l’ingresso con passeggini. Anzi, ho sempre incontrato la massima disponibilità. Con un bimbo di 11 mesi ed in bel pancione di quasi 8 mesi non saprei proprio come fare ad andare allo stadio senza l’ausilio del passeggino. Bene, ciò premesso prestate attenzione a quanto segue: a Cosenza degli steward “molto gentili” oggi non mi permettevano di introdurre il passeggino in tribuna e mentre gli facevo notare che stavano precludendo ad un bimbo così piccolo la possibilità di vedere la partita del suo papà e che la cosa non si era mai verificata in nessun’altro stadio (per citarne qualcuno Matera, Lamezia, Terni, Reggio) mi sentivo rispondere “qua siamo a Cosenza” (sic!). A malincuore e con un certo rammarico mi recavo presso la mia automobile per conservare il passeggino lasciando mio figlio alla custodia di alcuni parenti che nel frattempo avrebbero avrebbero preso posto in tribuna (con il biglietto uguale al mio). Ma la storia non finisce qua! Dopo aver riposto il passeggino, altri gentilissimi “steward” non riuscivano a capire, dal biglietto in mio possesso in quale settore del campo farmi entrare e (sempre con il mio bel pancione di 8 mesi) mi “sballottavano” da un settore all’altro facendo fare una bella passeggiata chilometrica intorno allo stadio. Finisce qua? No! Mio figlio veniva fatto entrare in un settore (dove a me era stato negato l’ingresso) io nel settore opposto insieme alle sue robe (acqua, merende e altro!) facevo presente ad un agente di polizia la situazione che invece di aiutarmi “guardava le nuvole”! Solo grazie all’aiuto del Sig. Giuseppe Calabró ed alla sua gentilezza riuscivo a raggiungere mio figlio a mezz’ora dall’inizio della partita. Penso siano dovute a me ed a tutte le mamme pubbliche scuse da parte della Società del Cosenza Calcio. Io e mio figlio andiamo quasi tutte le domeniche allo stadio e con il nostro passeggino non abbiamo mai ucciso nessuno! Oggi invece è morto il calcio in una città bella come la mia! Penso sia inutile accostare l’immagine del Cosenza Calcio al sociale se poi non mettete in pratica quel che tanto promuovete. I bambini vanno tutelati sempre! Ed anche le donne che li portano in grembo“. Nel post-partita il Cosenza calcio si è scusato dell’accaduto tramite la propria pagina Facebook. Inoltre, preso atto dell’accaduto, ha girato la comunicazione al responsabile per la sicurezza che fornirà alla signora Russo le dovute risposte. Contestualmente l’ha invitata ad assistere assieme alla sua famiglia gratuitamente al match contro il Lecce. (co. ch.)
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