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Un Cosenza ha già alzato la Coppa… dall’altra parte dell’Oceano

Un Cosenza ha già alzato la Coppa… dall’altra parte dell’Oceano

Il Cosenza Indoor Soccer Team del tifoso Pietro Tignanelli ha vinto in Canada il campionato della città di Mens con il logo dei Lupi stampato sul petto. “Sogno di tornare al San Vito dove giocarono Fiore e Lentini per assistere dal vivo ad un gol di De Angelis”.
cosenza indoorIl Cosenza Indoor Soccer Team di Pietro Tignanelli con la coppa in mano
Si chiama Pietro Tignanelli ed ha il cuore rossoblù. Nulla di strano direte voi: cognome calabrese, tifoso del Cosenza, uno dei tanti supporter dei Lupi insomma. La particolarità è che si tratta di uno sportivo di origini cosentine che ha fondato una squadra di Calcio a 5 in Canada e l’ha chiamata come quella per cui fa il tifo dall’altra parte dell’Oceano. Nei giorni scorsi insieme al suo team di amici ha vinto il campionato Indoor della città di Mens e quelle maglie rosse con il logo del 1914 stampato in blu hanno fatto il giro del mondo, almeno sui social. Tra una domanda in inglese maccheronico e una risposta per metà in dialetto, Pietro non ha dubbi a rivelare quale sia il suo sogno. “Vorrei un giorno tornare al San Vito per assistere ad un match dal vivo” ha detto con la passione di chi a chilometri di distanza si sente a casa quando parla con i suoi paisà. Intanto lui una coppa l’ha già alzata ed aspetta che i suoi beniamini il 22 aprile facciano lo stesso.
WE ARE FROM COSENZA.
“Sono nato a North Bay, in Ontario, ma mio padre Salvatore è di Pietrafitta, mentre mia madre Rosetta è di Pedivigliano – spiega – Partirono per il Canada nel 1966 quando erano ancora molto giovani: avevano 21 e 24 anni. L’ultima volta che sono stato a Cosenza è stato nel 2005, ma nel 2003 ebbi l’onore di calpestare l’erbetta del San Vito. Mio cugino Teodoro Gioia (l’attuale responsabile della biglietteria del Cosenza, ndr) chiese al tecnico di potermi fare assistere all’allenamento: sedermi in panchina fu un’emozione enorme”. L’attaccamento che dimostra Pietro è viscerale, figlio delle abitudini domenicali della sua famiglia. Da bambino, infatti, ascoltava col padre Radio Chin che trasmetteva le gare della Serie B italiana e quindi anche del Cosenza. “Era un modo per non dimenticare mai la nostra terra – aggiunge con un pizzico di malinconia – Ma del resto ho sempre giocato a calcio nella mia vita. Facevo parte di un club italo-canadese che ha la bandiera italiana come stemma e i colori Blu-Azzurro. Si chiama Davedi. Sono un operaio edile qui a North Bay e il mio capo è portoghese: con lui parlo spesso di calcio. Qui c’era un altro grande sostenitore del Cosenza, Luigi Celebre, con cui discutevamo della squadra e leggevamo insieme il giornale italiano”. Oggi ha 34 anni ed è felicemente sposato da sette. Con sua figlia Liliana esulta come un matto ai gol dei rossoblù. “Prima seguivo la diretta testuale su CosenzaChannel, ma parlando con altri tifosi su Facebook, mi hanno suggerito di sintonizzarmi su Jonica Radio e Lupiindiretta per ascoltare i match e non perdere neppure un minuto. Il mio atleta preferito è De Angelis, che gioca con cuore e passione. Si vede che tiene alla maglia e a noi fan”.
IL COSENZA INDOOR SOCCER CLUB.
L’intenzione reale con la nascita del team di calcio a 5 era spiegare alla gente la storia di Cosenza di cui Pietro va molto fiero e, magari, raccontare i 100 anni del calcio bruzio. “Abbiamo vinto il campionato dopo 8 stagioni dalla fondazione. La rosa è composta da gente del posto, alcuni dei quali sono con me dall’inizio di questa avventura. Non ho mai voluto lasciare: vincere la coppa è stato un grande onore perché il nome Cosenza sarà inciso sul trofeo e nell’albo d’oro”. Essendo tifoso dei Lupi, non poteva che essere nato per soffrire. Nella gara decisiva a fine primo tempo erano sotto 2-1, ma nell’intervallo un suo discorso ha spronato i compagni spingendoli al successo. Grazie ad una solida difesa, come ci tiene a precisare, il risultato è stato 9-2.
DUE CALCIATORI… COSI’.
Dei tanti campioni passati dal San Vito, Pietro ne sceglie due: Fiore e Lentini, forse i più forti di sempre. “Stefano Fiore è stato il primo che ricordo ad essere finito in Serie A e poi in Nazionale partendo da Cosenza. Per il gol che realizzò ad Euro 2000 contro il Belgiio ho quasi distrutto il soffitto dei miei cugini! Avevo una sua foto in cui si vedeva nitidamente la marca delle scarpette blu all’Europeo: Valsport. Il mio migliore amico Roberto Celebre (anche lui cosentino) le trovò a Toronto e me le regalò: è un cimelio inestimabile per il sottoscritto. A Fiore devo dire grazie perché nel 2011 ha dato tutto per la ricostruzione del club e sono cose che ti rimangono per sempre come l’attaccamento che aveva Gigi Lentini. Credo avesse una passione immensa per Cosenza al punto da restare anche in D”. 
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