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Corsi prende tutto: “Salvezza, Coppa Italia e poi sorpassiamo il Catanzaro”

Corsi prende tutto: “Salvezza, Coppa Italia e poi sorpassiamo il Catanzaro”

Il calciatore del Cosenza parla del suo rapporto con Calderini e torna sul derby: “Dovevamo vincere noi, loro hanno avuto fortuna”. Sul futuro: “Alzare un trofeo al San Vito sarebbe qualcosa di unico, ma pensiamo al Messina”.
corsi e calderiniAngelo Corsi e Elio Calderini festeggiano un gol dell’attaccante (foto mannaro)
Terzino o esterno destro, mediano, interno di centrocampo. Sembra non avere un ruolo ben definito Angelo Corsi, elemento che proprio per la sua polivalenza è pedina fondamentale di tutti gli allenatori. Cappellacci, dopo aver incassato proprio da lui il gol che mandò al tappeto il Cosenza nel match di Aprilia, lo volle a tutti i costi al San Vito nonostante avesse un altro anno di contratto con i laziali. All’epoca disse che voleva giocarsi una carta, probabilmente era quella giusta. “Si è stato il Capp a volermi fortemente e con lui ricoprivo un ruolo più definito. Adesso invece per l’emergenza che ha colpito la difesa gioco pure terzino. In tutta onestà i risultati stanno arrivando, quindi va bene così. L’anno scorso per restare ad Aprila avevo ricevuto un’offerta di prolungamento a buone cifre, ma senza nulla togliere alla mia vecchia squadra che mi ha trattato con i guanti, a Cosenza è calcio. Ho rischiato, è vero, ma penso di aver fatto scelta migliore”. Col cambio della guida tecnica il suo spazio per un po’ di tempo si è ridotto, ma giusto quanto bastava a far capire a Roselli che avanti, dietro o al centro Corsi garantiva la sufficienza a prescindere. “Ho disputato le prime due partite da titolare, col Messina il mister mi sostituì nel primo tempo e poi non giocai per qualche giornata. Sono cose normalissime perché ogni allenatore ha il suo modo di vedere il calcio. Con l’impegno quotidiano mi sono ritrovato di nuovo al centro del progetto, ma quando stavo fuori le vittorie sono arrivate lo stesso e non avevo nulla da eccepire”.
LA STRANA COPPIA. E’ uno dei beniamini della tifoseria, tanto da essere tra i più ricercati una volta finito l’allenamento. Nel periodo di maggiore contestazione non deve essere stato affatto facile. “No, non è stato facile per nulla. Quando mancavano i risultati eravamo tutti dispiaciuti a partire dal presidente e a finire a noi. E dà fastidio anche quando viene preso di mira il compagno, ma è il bello di queste piazze: se vinci sei un re, se perdi la situazione precipita. I nostri fan ci hanno aiutato anche a non abbassare la guardia perché bastava poco a ripiombare nel baratro. Il suo rapporto con Calderini è quasi da fidanzati: “Veramente siamo come padre e figlio, io do a lui e basta – scherza il centrocampista – Elio è una persona vera, un po’ fumantino ma lo sanno tutti. E’ venuto alla fuori alla grande dal un periodo particolare, ma il mio aiuto lo ha avuto sempre. E’ tornato boom boom, insomma”.
TORNEREMO AL MILITARE. A Catanzaro Corsi era uno di quelli più dispiaciuti dopo il ko maturato in modo immeritato e sotto la curva a salutare i supporter aveva gli occhi gonfi. “E’ un anno e mezzo che stiamo qui e conosciamo di più la piazza rispetto ai compagni. Sapevamo quanto la città sentiva il derby abbiamo interiorizzato questo sentimento. Ci tenevamo particolarmente e perdere in quel modo è brutto. A fine partita ero morto: eravamo più forti noi e dovevamo vincere, ma loro hanno avuto una fortuna sfacciata”. Conquistata con largo anticipo la salvezza, adesso gli obiettivi nuovi sono due: la leadership regionale e la finale di Coppa Italia dove il San Vito sarà vestito a festa. “La Coppa Italia va vinta a prescindere perché un trofeo non si alza quasi mai nella vita e farlo a Cosenza sarebbe pazzesco. La leadership calabrese? Pensiamo un po’ alla volta, ma sarebbe giusto così: siamo i più blasonati e dobbiamo arrivare prima di quelli là (il Catanzaro, ndr)“. Il prossimo impegno, tuttavia, si chiama Messina. Dall’altra parte dello Stretto hanno il sangue agli occhi e non sono pochi i messaggi bellicosi (sportivamente parlando) arrivati dal San Filippo. “Noi dobbiamo vincere per lasciare il Messina là sotto. Se torniamo a casa con i tre punti è fatta”.
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