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Carrieri: “Cosenza, dico grazie a Ciccio Marino che ha creduto in me”

Carrieri: “Cosenza, dico grazie a Ciccio Marino che ha creduto in me”

Il difensore non dimentica il vecchio direttore sportivo: “Lo hanno massacrato dicendo che non ero un elemento di categoria. Io resto con i piedi per terra e penso soltanto a dare il massimo nel finale di campionato”.
carrieri sorridenteIl difensore rossoblù Gaetano Carrieri si è imposto a furia di ottime prestazioni (foto mannarino)
E’ il nuovo punto di riferimento della retroguardia. Si sposa alla perfezione con le caratteristiche di Tedeschi, ma Gaetano Carrieri è la vera sorpresa del Cosenza. Mai utilizzato da Roberto Cappellacci in un anno e mezzo, si è preso la sua rivincita blindando la retroguardia dei rossoblù. In cinque partite disputate da titolare in campionato appena un gol subito, con in mezzo l’ottima prestazione di Pontedera. “Sta andando bene. Non mi avevano mai dato la possibilità di esprimermi – dice – ma non avevo mai chiesto la luna nel pozzo. Ognuno fa delle scelte condivisibili o meno, ma il mio ruolo mi impone di rispettarle sempre tutte”. Nel mercato estivo e in quello invernale il difensore era finito in lista di trasferimento, ma per una serie di motivazioni l’addio non si è mai consumato. A gennaio, poi, la telenovela con il Savoia finita in malo modo non per colpa sua. “Dovevo andare via, ero il primo ad essere sul piede di partenza dato che avrei voluto giocare e mettermi in mostra. Mi sarebbe dispiaciuto da morire lasciare Cosenza, però. Qui si sta da Dio e si può fare calcio, in più sono ad un’ora e mezza da casa ed ho trovato tanti amici. Sono il primo ad affermare di essere stato fortunato nel rimanere al San Vito”. A portarlo in rossoblù è stato Ciccio Marino, che adesso guardando le sue prestazioni, starà sghignazzando. I Lupi lo inseguivano da tempo, fin dal 2010 quando a richiederlo espressamente a Castagnini fu Mario Somma. All’epoca però Carrieri era del Torino. “Il direttore Marino va solo ringraziato perché ero una sua scommess, dato che avevo giocato poco a Varese. Qualcuno lo scorso anno lo ha massacrato perché si diceva che non fossi un giocatore di categoria e quindi se sono arrivati i complimenti, li giro pure a lui che ha creduto in me”. Da oggetto misterioso, pertanto, lo stopper tarantino è diventato uno degli atleti più apprezzati della tifoseria per via della sua professionalità. Difficile trovare qualcuno che, pur non giocando mai, non faccia pressioni o polemiche. Di questo i tifosi dei Lupi se ne sono accorti. “Io sono fatto così: fare polemiche o chiacchiere nel calcio serve a poco. Se avessi alimentato discussioni e poi giocavo in maniera insufficiente mi sarei fatto del male da solo. Tutto mi si può dire, tranne che mi è mancata l’abnegazione con cui mi sono allenato e l’affiatamento con il gruppo. Vado fiero della mia professionalità”. Il suo futuro ad ogni modo resta in bilico e, come per i compagni, la società non ha iniziato a discutere di rinnovi con nessuno. “Non penso al contratto perché sono concentrato su queste dieci partite più le altre due di Coppa Italia. Mi farebbe onore restare a Cosenza e mi piacerebbe, ma se sono rose fioriranno…”. Tra un paio di giorni sarà ancora campionato con la prima di due trasferte consecutive. “A Messina sarà una gara difficile perché i giallorossi sono in affanno, a Lamezia invece è un derby e i biancoverdi vorranno vendicare il 3-0 dell’andata. Noi stiamo proseguendo ad allenarci bene: vogliamo salvarci il prima possibile e vincere la Coppa Italia, possibilmente davanti a tanta gente”.
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