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Roselli: “Il futuro? L’anno prossimo a Cosenza si chiederà qualcosa in più”

Roselli: “Il futuro? L’anno prossimo a Cosenza si chiederà qualcosa in più”

Il tecnico dei Lupi si lascia andare ad una lunga analisi in televisione: “Non ho clausole particolari nel contratto, tutti siamo liberi di scegliere il nostro futuro. Se arriverò in A? Io ci crederò sempre, Sarri è un esempio da seguire ed io sarò l’ultimo a mollare”.
roselli tenIl tecnico Giorgio Roselli durante la trasmissione Replay in onda su Ten
“E’ il momento più difficile del campionato – ha detto il tecnico Roselli – Quando le cose non vanno bene la concentrazione è massima da parte di tutti. Nei posti dove ho allenato è stata proprio una situazione delicata a farmi crescere ed ero sicuro che sarebbe avvenuto pure a Cosenza. Mi dispiacerebbe molto disputare un finale di campionato sotto tono, ma sarà dura. La salvezza? E’ impossibile dire se è fatta, la quota oscilla di continuo e dipende dai risultati di Savoia e Aversa”. Dagli studi televisivi di Ten nel corso della trasmissione Replay condotta da Patrizia De Napoli, l’allenatore dei rossoblù ha fatto il punto della situazione. “Ci apprestiamo a vivere un concentrato di partite tra turni infrasettimanali e Coppa Italia. Caccetta e Arrigoni giocano da tre mesi a questa parte, dobbiamo trovare soluzioni perché il calendario è fitto da paura. Un rombo a centrocampo con Fornito dietro le punte? Lo vedo benissimo, ma abbiamo esterni molto forti. Ma è una soluzione valida”. In tv si parla anche del nostro articolo che ha messo a confronto le migliori strisce positive degli ultimi anni (clicca qui). “Se parliamo dei pochi gol incassati, il discorso non va mai circoscritto alla difesa. E’ sempre la squadra che non prende gol e che resta compatta. E’ così ad alti livelli, figurarsi in Lega Pro. Questo rendimento è arrivato quando abbiamo avuto grande emergenza: Carrieri è stato ritrovato ed è stata una bellissima sorpresa, Corsi è un mediano adattato e nel ruolo di terzino può puntare ad altra categoria. Abbiamo lavorato su questo atteggiamento a partire dalla prima punta, pertanto è un percorso comune”. C’è spazio per i singoli. “Prima di Cosenza-Pontedera ho parlato con Carrieri: gli ho detto che ero felice che giocava così potevo valutarlo. Mi interessava l’atteggiamento e da quel momento ha conquistato tutti: è stata una fortuna per noi e per tutti. Gli ho spiegato che i voti che legge sui giornali non sono veritieri e che deve migliorare su tante cose. Differente il discorso per Cesca, che avrebbe giocato a prescindere per una normale alternanza in attacco”. L’elogio dei suoi uomini è lungo. “All’inizio c’è stato qualche problema ed anche qualcosa di più: situazioni che non mi erano mia capitate, ma i ragazzi si sono compattati nel momento del bisogno e questo ha dato compattezza al gruppo. Dopo il ko nel derby ho colto un’unione incredibile, Al Ceravolo è scoccato qualcosa. Non c’erano risultati, ma la consapevolezza di meritare di più. Ecco perché la mia soddisfazione enorme. In uno spogliatoio c’è sempre un po’ di egoismo, con tanti ragazzi che pensano “all’io e non al noi”, mentre al San Vito tale componente è ai minimi termini. Il futuro? Le squadre meno le cambi e meglio è, perché risulta decisiva l’organizzazione di gioco. Mi piacerebbe allenare ancora questo gruppo che, essendosi formato da solo, è più difficile da scalfire. Mi auguro che qualcuno vada nei campionati superiori e tutti gli altri restino qua”. Chiusura dedicata al suo rinnovo: “Non ci sono clausole particolari nel mio contratto, tutti siamo liberi di scegliere il nostro futuro. Se il Cosenza si salva, l’anno prossimo qui si chiederà di più e per arrivare in mezzo alla parte sinistra della classifica i Lupi hanno bisogno di qualcosa. Guarascio, con cui io e Meluso pranziamo ogni lunedì, è molto serio ed ha una grande intelligenza: sta facendo passi da gigante. La sua forza è scegliere le persone giuste per un calcio che ormai è di grande organizzazione. A Cosenza mi è stata data fiducia anticipata prima di lavorare ed è una sensazione che mi rimarrà per sempre. Arrivare in Serie A? Io ci crederò sempre, Sarri ne è un esempio ed io sarò l’ultimo a mollare. Può aver influito che io non abbia un procuratore e che non abbia mai chiesto niente a nessuno, ma ho sbagliato anche delle scelte. Ad esempio a Cremona dopo due promozioni, in B non sarei dovuto rimanere…”. (Luca Sini)
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