Tutte 728×90
Tutte 728×90

L’Highlander rossoblù alla corte di Sua Maestà

– l’editoriale di Piero Bria – 
Nuovo stadio e raggiungimento di traguardi ambiziosi: ecco a cosa mira l’alleanza tra Occhiuto e Guarascio. Sull’onda dell’entusiasmo, però, bisogna costruire le basi del futuro.
brindisi al cosenzaGuarascio e Occhiuto brindano al futuro del Cosenza (foto mannarino)
Come insegnava Tucidide bisogna conoscere il passato per capire il presente e orientare il futuro. Il passato dell’attuale Cosenza si chiama Nuova Cosenza. Società nata dalla macerie del povero 1914 grazie all’intervento del Sindaco, Mario Occhiuto, che riuscì (a distanza di un mese dal suo insediamento) a far convergere diversi imprenditori per consentire una rinascita dignitosa del calcio cosentino. Nel primo organigramma societario, luglio del 2011, figuravano: Eugenio Guarascio, Patrizio Marchese, Domenico Quaglio, Massimo Palermo, Carmine Federico, Mario Siletta, Ettore Caroselli, Pietro Ventura e Vincenzo Perri. Di questi nove, oggi, ne è rimasto solo uno. Una sorta di Highlander capace di sbaragliare qualsivoglia concorrenza. Eugenio Guarascio dal 2011 ad oggi ne ha fatto di strada. C’è chi lo definisce “presidente operaio” o chi lo etichetta come “presidente dei sogni”. Di sicuro lui, fino a poco tempo fa, amava definirsi “presidente neofita”. In questi quattro anni di presidenza Guarascio ha avuto diversi grattacapi da affrontare. E, sicuramente, non è stato un presidente riconoscente. Ne sanno qualcosa due direttori sportivi come Fiore e Marino. Ma anche calciatori come Arcidiacono e Mosciaro solo per citarne alcuni. Per non parlare di quello che sembrava il suo braccio destro: Domenico Quaglio. Nessuno di loro ha resistito alla gestione dell’Highlander di Lamezia. E chi si aspettava dei fallimenti è rimasto a bocca asciutta visto che, fino ad oggi, il patron silano può vantare quasi sempre dei campionati di vertice. Ma la cosa più importante riguarda l’aspetto economico visto che, da quattro anni a questa parte, il Cosenza non ha mai avuto problemi di sorta. Incensare Guarascio oggi è troppo facile. Soprattutto da chi vi scrive visto che, in questi anni, sono state evidenziate più e più volte le mancanze del presidente (e ce ne sono state). Ma è giusto dare “ad Eugenio quel che è di Eugenio”. E poi come si dice: nel calcio quello che conta sono i numeri. E Guarascio può contare su quelli. Certo, bisogna anche mantenerli certi numeri e cercare di costruire delle basi per il futuro. Ecco perché diventa fondamentale una ristrutturazione del San Vito per poter dare una casa idonea al Cosenza evitando di girovagare per l’hinterland in cerca di un campo dove allenarsi. Senza dimenticare poi la provincia che, mai come adesso, può essere nuovamente terra di conquista per i rossoblu dopo i fallimenti di Reggina e Parma (due società che negli ultimi quindici anni hanno preso accordi con diverse scuole calcio del Tirreno e dello Jonio cosentino). E poi i rinnovi di calciatori e staff oltre ad anticipare tutti sul ritiro a Camigliatello. Insomma, Guarascio è atteso da un tour niente male. Sull’onda dell’entusiasmo, però, bisogna costruire le basi del futuro. E l’Highlander rossoblu sa bene che alla corte di sua Maestà il Sindaco dovrà cercare accordi utili alla causa prima che incombano nuove elezioni (come avvenne del resto nel 2011 con l’accordo stipulato tra la sua azienda EcologiaOggi e il Comune con un contratto quinquennale a 40milioni di euro). Dopo la fase dell’incenso che si ritorni a quella dell’oro. A Cosenza la terra non è arida come disse qualcuno nella prima decade del nuovo millennio. Mai come oggi la semina può essere redditizia.
CLICCA QUI PER IL NUOVO INDIRIZZO FACEBOOK DI COSENZACHANNEL. RICORDATI DI ATTIVARE LE NOTIFICHE!

Related posts

error: Contenuto Protetto Da Copyright Cosenzachannel.it