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Roselli e il Cosenza: “Non dirò mai la parola playoff, ma l’obiettivo è migliorare” (2/3)

Roselli e il Cosenza: “Non dirò mai la parola playoff, ma l’obiettivo è migliorare” (2/3)

Se Criaco e Ciancio verranno annunciati entro qualche giorno, per Fornito è il tecnico a spiegare la situazione. “Ha bisogno di squadre che puntino essenzialmente sulla sua qualità, in rossoblù è più difficile”.
roselli a lameziaRoselli a Lamezia Terme prima che Calderini siglasse la rete della vittoria
Parlare con Giorgio Roselli viene semplice, è uno che ha il pallone dentro. Tra un discorso e un altro si scivola su altri argomenti, contingenti, ma che esulano dai binari dell’intervista. Quando si ritorna a parlare di Cosenza e di mercato la sua voce diventa incalzante, stargli dietro è difficile, è come l’incedere di un treno. A breve ci saranno i rinnovi di molti calciatori (Criaco e Ciancio saranno annunciati entro qualche giorno, ndr), per altri bisognerà attendere. E Fornito? “Fornito è del Napoli ma credo che essendo un giocatore di qualità debba trovare squadre che puntino essenzialmente su di lui. Da questo punto di vista a Cosenza è più difficile”. Poi una precisazione sul lavoro certosino del diesse Meluso. “Ribadisco che mi fido ciecamente del suo lavoro. Se ho indicato qualche giocatore? Sono un tecnico che si adegua ai calciatori che ha a disposizione. E poi lasciatemi dire una cosa, con Meluso e il presidente Guarascio abbiamo un obiettivo comune: migliorare il campionato scorso e non di poco. Non dirò mai puntiamo a Play-Off. Posso dire che sarà una squadra migliore, ad iniziare dal gruppo. E sappiamo che dobbiamo fare meglio. E diciamoci la verità: dipenderà molto anche dalla qualità degli avversari. Nel calcio non si gioca da soli. Inoltre, bisogna capire come saranno strutturati i gironi. Ci sono squadre come Aquila e Ascoli che probabilmente verranno dirottate nel nostro girone. Noi sappiamo che ai nastri di partenza non saremo tra le prime cinque ma stiamo programmando i prossimi due anni: l’anno prossimo vogliamo avvicinarci alle grandi e l’anno successivo provare a vincere”. Roselli è un fiume in piena. E quando gli si chiede quale potrebbe essere il calciatore idoneo a sposare la causa rossoblu o quello per cui farebbe follie pur di allenarlo, lui risponde. “Ho avuto la fortuna di lavorare con giovani interessanti come Possanzini, Bazzani, Pellissier per fare alcuni nomi. In questa categoria non ci sono fenomeni ma giocatori bravi che, se si allenano al massimo, possono diventare dei grandi calciatori. Sta tutto nella testa, dipendo da che approccio hai, che voglia hai e soprattutto le ambizioni oltre al discorso di cui sopra: onesta, educazione e voglia di migliorare”. Modulo tattico da rivedere? Neanche per idea. Roselli anche su questo tema ha le idee chiare. “A Varese nel 1998 eravamo camaleontici e giocammo un calcio spumeggiante tanto che, ancora ricordo, ero vicino ad accasarmi all’Empoli in serie A. Poi non se ne fece più nulla. Sono un allenatore che, ripeto, si adegua al materiale di cui dispone. Mi adeguo alla rosa cercando di esaltare le doti dei calciatori. Il modulo è l’ultimo dei problemi, credetemi”. (Piero Bria)
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