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Roselli e quel filo che (non) lega il Cosenza al 4-4-2

Roselli e quel filo che (non) lega il Cosenza al 4-4-2

Il ds Meluso non sta effettuando un mercato in base al modulo perché per il tecnico dei Lupi la disposizione in campo è subordinatata ad altri fattori: ecco perché.
roselli conf a torreL’allenatore del Cosenza Roselli in conferenza a Torre Annunziata
Un mercato in base al modulo o il contrario? Il quesito non è di facile risposta, sebbene sia più verosimile la seconda ipotesi. Nonostante Giorgio Roselli non si sia mai discostato dal 4-4-2 una volta trovato l’assetto giusto, ha sempre espresso pensieri chiari che tendono a minimizzare l’importanza dello schieramento tattico. Il concetto divulgato di sovente quando interrogato sulla possibilità di cambiare la disposizione in campo, è stato uno solo. “A Varese nel 1998 eravamo camaleontici e giocammo un calcio spumeggiante tanto che, ancora ricordo, ero vicino ad accasarmi all’Empoli in serie A – ha raccontanto nella recente intervista rilasciata al direttore di CosenzaChannel.it Piero Bria – Poi non se ne fece più nulla. Sono un allenatore che, ripeto, si adegua al materiale di cui dispone. Mi adeguo alla rosa cercando di esaltare le doti dei calciatori. Il modulo è l’ultimo dei problemi, credetemi”. C’è da credergli, certo, ma anche da tenere in considerazione la sua impostazione da allenatore. Roselli, per sua stessa ammissione, è un tecnico che ama utilizzare quattro calciatori dediti maggiormente alla fase difensiva, tre alla fase offensiva e tre di supporto ad entrambe. Disporli sul rettangolo verde a suo avviso è relativo, magari qualcosa di subordinato alle caratteristiche dei singoli uomini. Nelle varie conferenze stampa più volte ha scherzato dicendo tra il serio e il faceto che solo il Barcellona e il Real Madrid utilizzano quattro calciatori puri d’attacco. Tenendo ben a mente il Roselli-pensiero, ne deriva che il 4-4-2 con cui i Lupi hanno sbaragliato la concorrenza nella seconda parte di campionato non è un dogma. E’ stato altresì un intelligente modo di adeguarsi alle qualità del gruppo, che se dovesse mostrare propensione al 4-3-3 avrebbe l’ok dell’allenatore umbro. Una cosa è certa: ad un esterno offensivo non rinuncerebbe mai.
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