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Addio agli Agenti Fifa ed occhio al nuovo Codice di Giustizia. Faggiano: “Sono a Cosangeles?”

Addio agli Agenti Fifa ed occhio al nuovo Codice di Giustizia. Faggiano: “Sono a Cosangeles?”

Al convegno su “Diritto, procedura operativa e prassi nel calcio” l’importante parterre ha spiegato le grandi novità del mondo del calcio. E’ cambiata la figura dell’intermediario, mentre il Coni ha maggiore peso.
tavolo convegnoSperduti, Faggiano, Lai, Menichini e la moderatrice Scarfò (foto mannarino)
Tematiche interessanti, spunti di riflessione e dibattito in sala con i presenti. Anche il direttore sportivo del Cosenza Mauro Meluso ha partecipato attivamente al convegno dal tema “Diritto, procedura operativa e prassi nel calcio” presso la Sala Quintieri del Teatro Rendano. Il tutto è stato fortemente voluto dall’associazione culturale “Scenari Globali” che ha avuto il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Palazzo dei Bruzi (rappresentato dall’Assessore ai lavori pubblici Giulia Fresca che ha introdotto la giornata) e dell’Ordine degli Avvocati (presente con il consigliere Bozzo). Introdotto dalla moderatrice Stefania Scarfò, ha aperto i lavori il consulente della Figc Marco Lai.

ADDIO AL “PROCURATORE”.
Dallo scorso aprile la Figc si è adeguata ad una riforma Fifa datata 2009. “Non esiste più l’agente di calciatori – ha spiegato lo stesso Lai – ma la figura sostitutiva è quella dell’intermediario. Si pensò inizialmente di liberalizzare questa figura, ma alla fine si è proceduto ad una liberalizzazione parziale. Esistono comunque dei requisiti minimi, come quello di una reputazione impeccabile, ma in sostanza è decaduta la figura dell’Agente Fifa e non esiste più il famoso esame di 20 difficilissime domande”. L’adeguamento della Federazione alla volontà del massimo organismo calcistico mondiale ha però prodotto subito i primi ricorsi e i primi dubbi. Uno riguarda, come prevedibile, il compenso. “La Fifa raccomanda di corrispondere il 3%, ma tale formula non vuol dire nulla perché la cosa sarebbe stata facoltativa. Tale percentuale ora si applica soltanto in assenza di un accordo definito tra le parti”.

DA AGENTE A DIRETTORE.
Il ds del Trapani Daniele Faggiano è uno degli uomini mercato più importanti dello Stivale. Self-made man, è molto amico di Meluso con cui si è intrattenuto a lungo a chiacchierare. “Io iniziai a fare il procuratore dopo aver sostenuto l’esame di ammissione, ero giovanissimo: 19 anni appena. Ovviamente uscii dall’albo quando passai dietro la scrivania – racconta – Adesso invece chiunque può fungere da intermediario, ma per l’esperienza accumulata riesco per fortuna ad accorgermi subito se il mio interlocutore è qualcuno alla ricerca di danaro facile o un lavoratore vero. Se agenti e ds camminano a braccetto? Non sempre, perché ognuno difende i propri interessi che nel mio caso sono quelli del Trapani. Sapete, uno dei procuratori più apprezzati è un cosentino-doc: Beppe Bozzo. Quando ho parlato con lui annunciandogli la mia presenza al convegno, mi ha detto ironicamente quindi vai a Cosangeles? Questo per dimostrare come sia una città importante al pari di Trapani o altre”. La storia di Faggiano è emblematica. “Conobbi all’università, per caso, il presidente del Manduria che accompagnava il figlio ai corsi. Parlammo e gli dissi che avevo dei calciatori in squadra. Qualche mese più tardi iniziai a fare il ds con lui e andò bene. Passai a Brindisi, a Grottaglie e Noicattaro. Lì ebbi la fortuna di prendere Caputo del Bari che poi cedetti proprio ai galletti. Conoscere Perinetti fu il mio trampolino di lancio perché a breve diventai capo degli osservatori biancorossi: impensabile davvero. Il mio intende essere un messaggio ai giovani: guai a piangersi addosso, ma lavorare e farsi conoscere”.

IL NUOVO CODICE GIUSTIZIA SPORTIVA.
All’avvocato Matteo Sperduti è toccato, invece, spiegare le novità rilevate nel primo anno di attuazione del nuovo Codice di Giustizia Sportiva. “La Figc si è dovuta dotare di un organismo che risolvesse le controversie al proprio interno: il rodaggio in dodici mesi è stato fatto e la novità riguardano essenzialmente due binari di diritto. Scindere quello sostanziale da quello penale è la base di tutto”. Particolare discussione ha suscitato la presenze sempre più preponderante del Coni. “L’esigenza del Comitato Olimpico era di uniformare il Codice di Giustizia a tutte le federazioni. La Figc lo ha adattato alle proprie esigenze. Esiste anche una Procura Generale del Coni che può avocare a sé le indagini della Procura Federale e ritenere non congrue eventuali sanzioni”. Insomma, se prima un tesserato scampato alle condanne dei vari gradi di giudizio della Federazione poteva ritenere di averla passata liscia, ora non è più cosi.

LA DOYEN E I CASI SIMILI.
L’avvocato Federico Menichini, infine, ha focalizzato la propria attenzione sulle Third-Party Ownership che molti sbrigativamente traducono come la presenza di fondi di investimento nel calcio. “Si tratta argomento di estrema attualità, oggetto di recentissima riforma della Fifa che li ha vietati. E’ in corso un dibattito tra Europa e Sud America per i fondi che rappresentano una presenza fissa ed ingombrante nel mondo del calcio”. La Doyen di recente è salita agli onori delle cronache nella transazione di parte delle quote sociali del Milan. “La Doyen non dovrebbe avere al momento la titolarità dei diritti economici sul tesseramento dei calciatori, ma solo consulenze. E’ impossibile tenere fuori fondi del genere al momento con una presa di posizione della Fifa, ma credo si possa solo regolamentarli in maniera rigida”.
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