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Alla scoperta di Antonio Vutov: il più giovane calciatore della storia bulgara

Alla scoperta di Antonio Vutov: il più giovane calciatore della storia bulgara

Dal Levski Sofia all’Udinese fino al Cosenza nel segno del talento. E quelle volte che Strama lo chiamava perchè…
vutov sedutoAntonio Vutov durante una pausa a margine di una sessione di allenamento a Lorica
8 Aprile 2012. Siamo a Sofia, in Bulgaria. Al Lokomotiv Stadium si sta giocando il derby tra la Lokomotiv e gli ospiti del Levski. La partita è dura, tirata e spigolosa. Quando manca poco alla fine, sono i padroni di casa a condurre grazie al gol di Daniel Peev alla mezzora del primo tempo. Gli ospiti non possono perderla. Il Levski è il Levski: la squadra più titolata di Bulgaria. Mister Nikolay Kostov ha ancora un cambio a disposizione. Non sa se azzardare o meno quello che ha in testa. Uno sguardo alla panchina, un ultima riflession e via: “Chiamatemi il ragazzino. Entra lui!”. Nome italiano, numero 30 sulle spalle, sinistro vellutato, visione di gioco e intraprendenza tra le linee. Serve proprio questo al Levski. Minuto 76 dentro Antonio Vutov al posto Daniel Dimov. Minuto 78, pareggio del Levski con il brasiliano Juninho. E’ 1 a 1 e finirà così, ma la partita entra nella storia non per il risultato, ma proprio per l’esordio di Vutov che a 15 anni e 307 giorni, diventa il calciatore più giovane ad aver preso parte ad una partita di massima serie bulgara. Primato rubato dopo 50 anni non ad uno qualsiasi da quelle parti, ma ad un certo Georgi Sokolov, attaccante proprio del Lesvki, che prese parte al primo mondiale al quale partecipò la Bulgaria nel 1962 in Cile. Al fianco di mostri sacri del calcio bulgaro come Hristo Stoichkov e Yordan Letchkov c’è anche Vutov che nasce a Mezdra il 6 Giugno 1996 e, fin da piccolissimo, si mette in evidenza per le sue spiccate capacità. Il Lokomotiv Mezdra lo tiene in squadra fino a 13 anni, nel 2009, quando passa nell’Academy del Levski Sofia. Si racconta che Vutov, proprio quell’anno, viene premiato come migliore giovane della Bulgaria ma non si presenta alla premiazione. Motivo? Doveva giocare una partita con il Lokomotiv. L’episodio spiega il personaggio. L’obiettivo è diventare un calciatore e Vutov non si ferma davanti a niente. Dai primi calci con lo zio da maestro, fin a passare alla Lokomotiv e poi al Levski che nel 2011, riesce a metterlo sotto contratto, nonostante il forte pressing del Litex Lovech. Viene immediatamente aggregato alla prima squadra e proprio durante il ritiro invernale ad inizio 2012 si mette in evidenza. Da spettacolo in un’amichevole con i ciprioti dell’Ayia Napa con due assist, un rigore procurato ed un altro trasformato. Mister Kostov non ha più dubbi e lo aggrega ai grandi in maniera costante, fino all’esordio. Colleziona 5 presenze totali quell’anno. Da lì in poi sarà un crescendo. Nazionali giovanili, primo gol con i grandi a Novembre, numero 10 del Levski e sirene dalle grandi dell’Est. Lo Shaktar Donetsk lo vuole ma non chiude. Nell’estate 2013 arriva l’Udinese ma Vutov non se la sente di lasciare la Bulgaria. Resisterà solo 6 mesi. A Gennaio 2014 eccolo ad Udine a far la spola tra Primavera e prima squadra. Piace a Stramaccioni che, nelle esercitazioni da palla inattiva, vuole che sia proprio il giovane bulgaro a battere tutti i calci d’angolo e le punizioni con il suo sinistro. Nonostante le tante panchine, non arriva l’esordio in Serie A. Arriverà presto quello in Lega Pro, adesso c’è il Cosenza. C’è una nuova avventura dove essere protagonista e continuare a crescere. Vutov ha fretta di fare bene. Lui non è uno qualunque. (Alessandro Storino)
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