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I graffi di Crudelia Delgol: dimmi che tatuaggi hai e ti dirò chi sei

I graffi di Crudelia Delgol: dimmi che tatuaggi hai e ti dirò chi sei

Disegni strampalati e tribali lunghi quanto un braccio, ma c’è anche chi si affida alla religione: nello spogliatoio del Cosenza i calciatori rossoblù non si fanno mancare nulla in quanto ad idee.

Il tatuaggio esprime senso estetico, personalità, gusti e vissuto di chi fieramente lo porta. Pratica decorativa che diventa un moderno biglietto da visita. In questi giorni di ritiro, la curiosità di conoscere a fondo il nuovo organico, porta tifosi ed addetti ai lavori a indugiare su chi indosserà la maglia rossoblù, anche a margine dei pesanti allenamenti ed anche oltre (clicca qui per vedere la gallery completa dei tatuaggi) le loro caratteristiche tecniche . Basandoci sui loro corpi colorati, il quadro antropologico che ne viene fuori è dei più variegati.

Arrighini: l’ecologista.
I suoi disegni spaziano tra la natura ed il mondo animale. Un animo sensibile nei confronti dell’ecosistema. Per la gioia di Patron Guarascio, il quale, in un colpo solo, si è assicurato un testimonial perfetto per la campagna abbonamenti e per il nuovo spot di Ecologia oggi. Che, in tempi di spending review, potrebbero anche essere accorpati in un unica propaganda commerciale: “Domenica tutti allo stadio, ma al ritorno non dimenticate di portar fuori l’organico!”

Ciancio: lupo di mare.
In principio fu Popeye ad esibire il tatuaggio di un’ancora, simbolo del profondo legame tra il marinaio più famoso del mondo ed il suo habitat naturale: il mare. E Simone, genovese doc, cresciuto nella città portuale per eccellenza, non poteva che raccoglierne l’eredità. Attenzione, però, alla pistola che lo stesso nasconde all’interno del polso. Dopotutto, un vecchio adagio cosentino ricorda di prestare la massima cautela al cospetto della “gente di porto”. E gli antichi, si sa, hanno sempre ragione!

La Mantia: il predestinato.
Il marchio del lupo sulla pelle, ce lo si aspetta da chi ha scritto un pezzo di storia di questa maglia, bagnandola a lungo con il proprio sudore. Invece, il nuovo centravanti rossoblù, si è presentato in riva al Crati già lupo-munito in partenza. Pura coincidenza o sogno premonitore?

Ventre: il Michelangelo.
Il capolavoro che copre il suo intero braccio destro, in quanto a vastità e complessità, è secondo solo alla volta della Cappella Sistina. Considerando che il ragazzo ha soltanto 19 anni, avrà sprecato la maggior parte della gioventù sdraiato sul lettino del suo tatuatore di fiducia.

Statella: il guerriero
Sul suo corpo, perlopiù immacolato, spicca solo un Maori sul polpaccio sinistro. Fedele alla tradizione delle popolazioni neozelandesi, che vedevano in questo tatuaggio il simbolo sacro del passaggio all’età adulta oltre che il tratto distintivo dei guerrieri, rispetto al resto della popolazione.

Criaco: Paolo Brosio
Nessuno che abbia visto Ciri in costume, può avere dubbi sul suo fervente credo cattolico.
Sul suo petto spalanca le braccia un Gesù Cristo grande quanto quello di Maratea, sul fianco sinistro appare la Beata Vergine e sull’inguine destro la Santa Croce. Nel complesso, in quanto indiscusso ambasciatore di fede, rappresenta la versione tamarra del convertito ex giornalista del Tg4!

crudelia ok

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