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Cosenza a Vicenza domenica alle 20. Ma è rebus sul format della Lega Pro

Cosenza a Vicenza domenica alle 20. Ma è rebus sul format della Lega Pro

I veneti hanno comunicato data e orario del secondo turno di Tim Cup, mentre la Prima Divisione Unica per la stagione 2015-2016 resta una specie di nebulosa. Non tutti i nodi sono ancora venuti al pettine. 
ascoli-cosenzaCaccetta, Tedeschi e Pinna attenti agli avanti dell’Ascoli su un calcio franco (foto Pasqualini)
I rossoblù, che ieri hanno brillantemente vinto ad Ascoli al termine di una partita che non ha mancato di regalare emozioni ai sostenitori di fede rossoblù, giocheranno il secondo turno della Tim Cup a Vicenza. Il club veneto ha già comunicato orario e giorno del match: il fischio d’inizio è previsto alle ore 20 di domenica 9 agosto. Sia Vicenza che Cosenza, tuttavia, aspettano di conoscere determinazioni per ciò che concerne format e calendari dei tornei di Serie B e Lega Pro. La terza serie nazionale resta pericolosamente in bilico tra i verdetti del Consiglio Federale e quelli della Giustizia Federale, sotto la spada di Damocle di ricorsi e controricorsi a cascata. Non mancano latenti minacce di blocco del campionato. Calciopress ha tracciato un quadro preciso, se mai è questo possibile, fermo restando che la Lega di Firenze è commissariata e il campionato dovrebbe iniziare il 6 settembre.

– All’appello mancano in nove. Il Consiglio federale aveva ammesso 51 club, nove in meno del format sancito dalla stessa Figc e confermato dalla Lega di Firenze. La Paganese è stata riammessa dal Coni dopo essere stata esclusa dalla Covisoc, portando a 52 il lotto delle iscritte. I posti da coprire per ripristinare il format sono però nove, perché una (il Brescia?) salirà in B per sostituire il Parma.
– Per i ripescaggi corrono in sei. In sei hanno presentato domanda di ripescaggio. Solo in tre hanno depositato anche il contributo straordinario di 500.000 euro a favore della Figc (AlbinoLeffe, Pordenone e Seregno). Le altre tre, tutte di Serie D (Monopoli, Taranto e Viterbese) non hanno allegato il fondo perduto.
– Fondo perduto si, fondo perduto no? Nel frattempo il Collegio di Garanzia, nella stessa udienza in cui riammetteva la Paganese, ha respinto il ricorso di tre club (Forlì, Gubbio e Sambenedettese) che avevano impugnato il fondo perduto senza però presentato la domanda di ripescaggio. L’organo del Coni non è però entrato nel merito della legittimità del fondo perduto.
– La patata bollente al Consiglio Federale. Sarà il Consiglio Federale in programma domani 4 agosto a decidere il destino delle sei candidate. Cosa deciderà sul fondo perduto?
– Quante riammissioni? Il fatto è che incombe lo scandalo del calcioscommesse. Le partite truccate potrebbero cambiare faccia all’attuale format della Lega Pro e aprire la strada alle riammissioni. Il numero è incerto. Dipenderà dal verdetto dei processi di primo e secondo grado. Senza contare che il Coni, in terza istanza, potrebbe cambiare le carte in tavola come spesso è accaduto.
– L’iter processuale. Il 12 e 13 agosto quattro club di Prima Divisione andranno sotto processo avanti al Tribunale Federale Nazionale (TFN) con la pesante imputazione di responsabilità diretta e/o oggettiva. Si tratta di Catanzaro, Savona, Torres e Vigor Lamezia. Le ultime tre sono a forte rischio di retrocessione. Il fatto è che sotto processo andranno anche il Catania e il Teramo in Serie B. In questo modo le società da riammettere in Lega Pro potrebbero essere non meno di cinque. Ovvio che bisognerà capire cosa succederà al termine dei tre gradi di giudizio. A quel punto saremo ad agosto avanzato, a un passo dalla partenza di un campionato sempre più precario.
– Si blocca il campionato? Visto che la Lega Pro in materia di precarietà non vuol farsi mancare proprio niente, ecco il presidente del Prato Toccafondi annunciare che le società di Lega Pro potrebbero bloccare l’avvio del campionato. Ciò potrebbe verificarsi se verrà confermata l’intenzione della Federcalcio di “ridurre i contributi della Legge Melandri dagli attuali 23 milioni a circa 17; ciò in conseguenza di una ipotetica riduzione degli organici, dovuta ai mancati ripescaggi a causa dell’infausta delibera che ha previsto l’iniquo contributo a fondo perduto di mezzo milione di euro”. E qui il cerchio si chiude.
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