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Raimondi a Cosenza con la chitarra in mano. E due gol da farsi perdonare

Raimondi a Cosenza con la chitarra in mano. E due gol da farsi perdonare

Il club ha ufficializzato l’ingaggio del talentuoso attaccante che con la Juve Stabia beffò due volte i Lupi. L’anno scorso con nove reti e tante belle giocate ha salvato il Venezia dalla D, ora vuole cantare al San Vito.
raimondi chitarraAndrea Raimondi con la chitarra. Qui a casa sua dopo aver deciso un derby col Verona
A Padova era considerato un enfant prodige, uno di quei calciatori che quando crescono in casa diventano l’orgoglio della città intera. Un po’ come è avvenuto con Stefano Fiore o Stefano Morrone a Cosenza, volendo però fare paragoni che per il momento non stanno né in cielo e né in terra. Andrea Raimondi da oggi e per due anni sarà il nuovo attaccante dei Lupi che se lo sono assicurati dopo un lungo inseguimento. Ha passato tredici anni al Padova facendo tutta la trafila nel settore giovanile. Ha esordito a 18 anni in Serie C1 con i biancoscudati prima di trasferirsi per diciotto mesi alla Sangiovannese in C2. Gol e belle giocate gli sono valse un’altra stagione in prestito, stavolta in Prima divisione. Lo prese la Juve Stabia che puntò su di lui. Partì molto bene con un gol al Cosenza al San Vito (un altro fantastico, clicca qui, lo fece in Coppa Italia che ha poi alzato al cielo) fino a giocare da titolare inamovibile i playoff: vittoria, salto di categoria e prestito rinnovato al Menti. Al suo ritorno all’Euganeo quattro centri in 24 presenze tra i cadetti. A gennaio 2014 un pasticcio burocratico lo condusse a Trapani. Il Padova decise di tesserare Tommaso Rocchi a campionato in corso. Per poter far giocare subito l’attaccante ex Lazio – si legge nelle cronache dell’epoca – i veneti avevano bisogno di liberare un posto nella lista degli over 21 e così chiesero a Raimondi di rescindere il contratto, con la promessa che a gennaio sarebbe stato nuovamente tesserato con un prolungamento fino a giugno 2015. Nel mercato invernale ciò non avvenne e lui scelse la Sicilia. L’anno scorso, invece, per riavvicinarsi a casa andò a Venezia dove a suon di gol e grandi giocate ha salvato i lagunari. Ora il San Vito dove i tifosi rossoblù si aspettano grandi cose non solo con la chitarra in mano, strumento che adora e che suona fin da bambino. A vederlo in allenamento si giurerebbe che è pronto a cantarne quattro ad ogni difensore. (Antonio Clausi)
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