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De Franceschi: “Cosenza, che qualità in avanti. E il mercato di Meluso…”

De Franceschi: “Cosenza, che qualità in avanti. E il mercato di Meluso…”

L’ex ds del Venezia ha seguito il match di Vicenza al fianco del collega e amico rossoblù: “Mi ha chiamato per Raimondi, ma lo conosce come le sue tasche. Spero che i Lupi possano vivere dieci mesi da protagonisti”.
meluso e defranceschiIvone De Francheschi in tribuna al Menti con il ds dei Lupi Mauro Meluso (foto ivan turco)
Sulle tribune dello stadio Menti non è passata inosservata la presenza di un importante ex calciatore, da qualche tempo passato dietro la scrivania nelle vesti di direttore sportivo. Ivone De Franceschi ha preso posto di fianco al ds rossoblù Mauro Meluso insieme al quale ha apprezzato le giocate di un Cosenza sorprendente, bravo a strappare applausi a più di mille chilometri lontano da casa. De Franceschi, che in Serie A ha indossato le maglie di Venezia e Chievo, ha all’attivo uno scudetto in Portogallo con lo Sporting Lisbona. Abbandonato il campo a causa di un problema cardiaco, ha disputato il suo ultimo match alla presenza di campioni assoluti come Del Piero, Toldo, Recoba, Quagliarella e Ferrara. E’ legato da amicizia profonda con Meluso per esserne stato il più stretto collaboratore nell’esperienza al Padova, squadra in cui è cresciuto e dove ha preso il patentino di direttore sportivo. L’anno scorso si è distinto a Venezia.
De Franceschi, che Cosenza ha visto domenica?
“Ho apprezzato una squadra che ha tenuto molto bene il campo e che ha cercato di vincere anche prima del novantesimo. I Lupi hanno fatto la loro partita, mai disdegnando di produrre delle ripartenze e degli attacchi pericolosi”.
Ha parlato con Meluso durante la partita, era soddisfatto del mercato dei Lupi?
“Visto l’andamento della Coppa Italia, della vittoria di Ascoli e della prestazione di Vicenza non vedo perché non debba esserlo. A parte i due attaccanti in panchina, a Roselli mancava uno come Statella: mica poco. Secondo me non si sono evidenziate le differenze di categoria”.
La vostra è un’amicizia che esula dello sport, che giudizio esprime sul ds del Cosenza?
“E’ stato il mio ultimo direttore prima che smettessi di giocare, poi sono diventato un suo collaboratore. In tribuna abbiamo parlato di tante cose, ma Mauro ha lavorato molto bene ottimizzando le risorse. Il Cosenza non è un club che spende quanto il Benevento, pertanto vista la qualità della prestazione c’è solo da fargli i complimenti”.
Quanti calciatori rossoblù aveva già da tempo annotato sul suo taccuino?
“Alcuni li conoscevo da tempo, normale per chi fa questo lavoro. Penso che in avanti il Cosenza abbia elementi di altissima qualità. La Mantia e Vutov mi hanno colpito, Arrighini che è entrato ha fatto quel gol e Raimondi non è al top della condizione. Ribadisco: qualità alta per la categoria”.
Conosce molto da vicino un tipo come Raimondi. Ce ne parli.
“E’ un giocatore che ha fatto molto meno delle sue potenzialità. L’ho visto crescere nelle giovanili del Padova, ha vinto un torneo a Castellammare di Stabia ed ha fatto bene con me a Venezia. E’ un tipo esplosivo, tecnico, però forse gli è mancato l’anno della consacrazione. Può integrarsi benissimo con i compagni di reparto, spero sia proprio questa la stagione decisiva”.
Quanto ha influito De Franceschi nel suo trasferimento al Cosenza?
“Mauro mi ha chiesto come stava e come era andato l’anno scorso a Venezia. Sono quelle telefonate che ci facciamo tra ds, ma lui lo conosce come le sue tasche”.
Ha seguito l’evolversi del mercato nei tre gironi, che idea si è fatto?
“Ad agosto si fa sempre fatica a dare giudizi. Ad esempio un anno fa pensavo ad un Benevento senza rivali e mi sbagliavo. Al nord sulla carta l’Alessandria è la più forte in assoluto grazie ad innesti importanti su un telaio già consolidato. Bene Pavia e Bassano, poi c’è il Cittadella. Nel girone B la favorita rimane l’Ascoli. Al sud, infine, occhio al Lecce e al Foggia che ha un grande allenatore. A ruota dico Juve Stabia e poi spero che il Cosenza possa vivere dieci mesi da protagonista non solo per l’affetto che mi lega a Mauro, ma per il gioco espresso domenica”. (Antonio Clausi)
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