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Palazzi, mano pesante sul Teramo: chiesta la D e -20

Palazzi, mano pesante sul Teramo: chiesta la D e -20

Per il Savona invece la Procura Federale auspica la retrocessione e -10, mentre slitta a dopo Ferragosto il procedimento per Brindisi, Torres e Vigor Lamezia: tutte a rischio retrocessione.
campo deccellenza
Per il Teramo il sogno della Serie B rischia di trasformarsi in un incubo. Sono pesantissime le richieste fatte dalla Procura Figc, nel processo al Calcioscommesse, per il club abruzzese neopromosso nella serie cadetta: l’accusa è di aver comprato il match contro il Savona che il 2 maggio diede ai biancorossi la storica promozione. Dopo oltre un’ora di requisitoria il procuratore aggiunto, Gioacchino Tornatore, con il procuratore Stefano Palazzi al suo fianco, ha chiesto pene durissime: la retrocessione in Serie D e la penalizzazione di 20 punti del Teramo per un illecito, richieste che però stridono, nonostante la collaborazione fattiva di Pulvirenti, con i sei illeciti contestati appena 24 ore prima al Catania per cui è stata chiesta “solo” la retrocessione in Lega Pro e 5 punti. Per il Teramo si tratta di fatto di una condanna alla retrocessione in Eccellenza, gravata dalla richiesta per il presidente Luciano Campitelli: 5 anni di inibizione più preclusione (più 80 mila euro di ammenda). Dure anche le richieste per il Savona: retrocessione all’ultimo posto in classifica dell’ultimo campionato di Lega Pro, 10 punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di Serie D e 30 mila euro di ammenda, oltre all’inibizione di 5 anni più richiesta di preclusione al presidente Aldo Dellepiane, anch’esso accusato di responsabilità diretta. Per la procura la partita è stata combinata dai due patron, “persone non avvezze a questo tipo di condotta”, che si avvalgono di Marco Barghigiani (ex collaboratore Savona, chiesti 4 anni e 6 mesi e 70 mila euro di ammenda) e Marcello Di Giuseppe (ds Teramo, chiesti 4 anni e 6 mesi e 70 mila euro), con la mediazione di Ercole Di Nicola (ex ds l’Aquila, chiesti 4 anni 10 mesi e 85 mila euro). Secondo i pm federali, Di Nicola, Davide Matteini (calciatore Luparense San Paolo, chiesti 3 anni e 6 mesi e 60 mila euro) e l’ex tecnico di Savona e Barletta, Ninni Corda, si sarebbero spesi per agganciare tesserati del club ligure, prima di raggiungere direttamente la dirigenza. Come confermato dallo stesso Corda che per la “collaborazione fattiva” potrebbe rimediare soltanto un anno e tre mesi. Omessa denuncia invece per Marco Cabeccia (ex Savona) e l’ex collaboratore dei liguri Enrico Ceniccola (chiesti per entrambi 6 mesi e 30 mila euro). Sul match il dirigente Giuliano Pesce (4 anni e 6 mesi e 70 mila euro) e l’allenatore Fabio Di Lauro (2 anni e 3 mesi e 40mila euro) avrebbero anche scommesso. Per Barletta, L’Aquila e Luparense S. Paolo, club dei deferiti, il pm ha chiesto un punto di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato. La sentenza, come quella per il Catania, è attesa dopo il 17 agosto. Ma ciò non farà slittare i sorteggi dei calendari di Serie B (25 agosto) e Lega Pro: basterà, infatti, il primo verdetto che attendono con interesse Ascoli, Gubbio, Forlì e San Marino, ammessi al processo come parti terze. Slitta, invece, il procedimento per Brindisi, Torres e Vigor Lamezia: tutte a rischio retrocessione. (repubblica.it)
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