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Roselli: “L’Akragas è un’incognita. Arrighini è il nostro cecchino”

Roselli: “L’Akragas è un’incognita. Arrighini è il nostro cecchino”

Il tecnico del Cosenza non dovrebbe regalare grosse novità di formazione: “Se non giocherà Statella toccherà a Guerriera”. I convocati sono 21. 

I convocati del Cosenza per il match contro l’Akragas sono 21: tutti andranno in panchina. Nella lista compaiono Arrighini, Arrigoni, Blondett, Caccetta, Ciancio, Corsi, Criaco, Di Somma, Fiordilino, Guerriera, La Mantia, Perina, Pinna, Puterio, Raimondi, Saracco, Statella, Soprano, Tedeschi, Vutov e Ventre. Restano fuori soltanto, Bilotta e Novello che sono stati convocati in Berretti, e Gaudio. Per ciò che concerne l’impegno di domani pomeriggio, il trainer rossoblù è consapevole di avere di fronte un avversario tra i più ostici dell’intero girone. “A Matera hanno giocato 3-5-2, ma di solito Legrottaglie fa 4-3-3. In Lucania hanno fatto partita aggressiva e non meritavano di perdere. Sono un organico fisico e di grande esperienza, ma le prime partite sono davvero di difficile interpretazione. Da parte nostra la cosa migliore è interpretare al meglio la fase di transizione e stare concentrati. Ad inizio stagione ci sono tante incognite”. Per i Lupi è un nuovo inizio. “E’ peggio che un nuovo inizio perché non c’è stata alcuna continuità, né certezze”. La formazione, visti gli allenamenti nel corso della settimana, sembrerebbe cosa fatta. A sentire il tecnico dei Lupi tuttavia non è proprio così. “I rimbrotti dopo il test di San Fili? Mercoledì avevamo fatto una doppia seduta ad alta intensità e giovedì probabilmente qualcuno era stanco. C’erano in campo diversi elementi della Berretti e pertanto c’era da aspettarselo: nessuna preoccupazione. Statella? Non ha i 90′ minuti e se subentra dalla panchina è micidiale, ma vanno valutati tanti aspetti. Di certo se non è lui è Guerriera. Ciancio e Pinna sono due terzini che spingono, cosa che a me piace davvero molto. Ma bisogna spingere bene e non tanto. Ricordo ai miei ragazzi che non siamo il Barcellona e non possiamo attaccare con otto uomini”. L’attacco sembra però in grande spolvero: “Arrighini è quello che ha più fame, tanto che ha sofferto molto la partita con il Martina. Avrebbe dovuto giocare una parte e non dall’inizio, ma c’era il reparto decimato con Vutov in Bulgaria. Abbiamo dovuto fare di necessità virtù. Lui si è messo a disposizione, ma ha cercato di gestirsi senza riuscirci a causa del gran caldo. Se ha avuto un problema in estate, siamo stati noi a crearglielo a causa del calendario folle con la Tim Cup. Il nostro cecchino? I numeri dicono Arrighini, ma La Mantia lo abbiamo voluto con Meluso e rimane un acquisto che sta benissimo in una rosa come la nostra. Avrà miglioramenti clamorosi se riuscirà a capire che deve fare qualcosa di meglio rispetto agli altri anni. Non tanto dal punto di vista dei gol, ma del lavoro”. Dopo la gara con il Martina l’infermeria è stata un po’ affollata, con Corsi e Raimondi che hanno visto il rettangolo di gioco soltanto con l’avvicinarsi del week-end. “Ci siamo tutti per fortuna, con la panchina lunga ci sono meno difficoltà nelle scelte da effettuare. Verranno in panchina entrambi, ma saranno utilizzati soltanto in caso di estrema necessità”. Domani chiude il mercato per le ripescate. “Dal 25 agosto è cambiato qualcosa nella zona alta. Mi riferisco a Casertana e Matera soprattutto. Il Catania ha fatto una squadra fuori dalle regole per questa categoria, ma parte da -9 e si sta allenando da poco insieme. Poi ci sono tre compagini alla pari: Lecce, Benevento e Foggia. Subito dopo ci siamo noi, spero, con altre cinque o sei squadre”.

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