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Cosenza non è posto per abbonamenti. Solo 411 le sottoscrizioni

Cosenza non è posto per abbonamenti. Solo 411 le sottoscrizioni

Rispetto ad una stagione fa, tuttavia, si è registrato un incremento di +86. Nel 2007 il club scelse di non promuovere la campagna e la risposta al botteghino premio “l’azzardo”.

Cosenza non è posto per abbonamenti. Lo confermano i dati della campagna chiusasi ieri pomeriggio dopo che il club aveva optato per un prolungamento di due settimane a margine della vittoria contro il Martina Franca all’esordio in campionato. Alla fine i supporter che hanno scelto di dare fiducia agli uomini di Giorgio Roselli sono stati appena 411, 50 in più del numero che fatto registrare all’esordio con i pugliesi. Rispetto allo scorso campionato, tuttavia, c’è da registrare un leggero incremento delle tessere sottoscritte: al botteghino si è chiuso con un + 86 rispetto ai 325 del torneo 2014-2015. I dati non sono certo confortanti per il presidente Guarascio che in fase di calciomercato ha puntato, sulla carta in modo azzeccato, sulle capacità manageriali di Mauro Meluso. I motivi del basso numero di abbonamenti staccati sono i soliti: città poco incline a legarsi per tutta la stagione alla sua squadra di calcio e riluttanza di una parte della tifoseria a sottoscrivere la Tessera del Tifoso. Una delle tattiche più azzeccate fu adottata dal Cosenza nel 2007, con Paletta presidente e Mirabelli direttore generale. Niente abbonamenti, ma fiducia da conquistarsi domenica dopo domenica. L’incasso superò, in Serie D, il milione di euro. Altri tempi?

 

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