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“Welcome Refugees”, Cosenza come Dortmund e Marsiglia

“Welcome Refugees”, Cosenza come Dortmund e Marsiglia

Sugli spalti del Marulla è comparso un messaggio sociale di grande impatto lanciato dalle principali tifoserie europee quali Celtic e Bayern Monaco. Il precedente del 2000 col Crotone.

La Tribuna A del Marulla come le curve del Borussia Dortmund, del Bayer Monaco, come quella del Celtic o, ancora, dell’Olimpique Marsiglia e del Siviglia. Lo striscione “Welcome Refugees” esposto contro l’Akragas, oltre ad essere di uno straordinario impatto sociale, fa parte di una campagna di sensibilizzazione messa in atto dalle principali tifoserie europee in tema di migranti. L’eco partita dalla Germania, dove esclusi i gruppi ultras di destra hanno aderito praticamente tutti, si è diffusa a macchia d’olio nel resto d’Europa. Grecia, Francia, Spagna, Scozia, perfino nelle terraces d’Oltremanica sono apparsi drappi con uno slogan diventato presto virale. “La famiglia del calcio ha una lunga tradizione di solidarietà e responsabilità sociale, perciò è impossibile chiudere i nostri occhi di fronte al dramma dei migranti e dei rifugiati che stanno provando ad entrare nel suolo europeo”. Inizia così – spiega il sito http://www.sportallarovescia.it – la lettera scritta da Jorge Nuno Pinto da Costa, presidente del club portoghese Porto, in cui invita tutti i club europei partecipanti all’Europa League e alla Champion’s League a donare 1 euro per ogni biglietto venduto nelle partite di queste due competizioni. Le risposte sono arrivate massicce anche da parte di alcune società come il Bayern o, in Italia, la Roma. Nel nostro paese “Welcome Refugees” era apparso soltanto nella gradinata del Perugia sette giorni fa. Cosenza oggi ha offerto invece l’ennesima dimostrazione di apertura mentale. Un po’ come quando nel 2000 fece parlare di sé con lo striscione “Una curva con 1000 bandiere per una terra senza frontiere”. Nella Bergamini presero posto decine di migranti kurdi durante il derby col Crotone, accompagnati da un secondo lenzuolo su cui campeggiava (15 anni fa, mica ieri…) una terribile premunizione: “Sport solidale: non più vittime innocenti”. (Antonio Clausi)

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