Analisi Tattica

L’angolo della tattica: in casa talvolta si potrebbe osare di più

di Gianluca Gagliardi*
Il Cosenza ha lasciato giocare l’avversario cercando di sfruttare le transizioni che, giusto precisarlo, è il reale punto forte della compagine rossoblù allenta da Giorgio Roselli.

A differenza di due settimane fa è mancata proprio la concretezza al Cosenza di Roselli. Di fronte un Akragas tutt’altro che rinunciatario. La squadra di Legrottaglie si è posizionata con un 4-3-3 molto dinamico, con tanto movimento senza palla specie degli esterni alti e delle mezzale ma con poca qualità nelle giocate individuali ( l’assenza di Almiron si è fatta sentire eccome). Di contro in fase di non possesso la linea difensiva ha lasciato alquanto a desiderare ma il Cosenza gli ha reso la vita facile per circa settanta minuti evitando verticalizzazione e tagli nel cuore dell’area di rigore che avrebbero potuto mettere in difficoltà gli “statici” difensori agrigentini! Cosenza con il suo 4-4-2 attendista come due domeniche fa. La squadra di Roselli ha lasciato giocare l’avversario cercando di sfruttare le transizioni che, è giusto precisarlo, è il reale punto forte della compagine rossoblù. Altra differenza tra le due compagini riguarda i calci piazzati e in particolare sugli angoli (10-3 per i giganti!). Due modi diversi di marcare: a uomo il Cosenza e a zona l’Akragas. Una menzione particolare, al 7′ del primo tempo, la merita la linea difensiva del Cosenza brava ad indietreggiare e stringere su un attacco frontale a palla scoperta costringendo all’errore l’avversario. Di contro, però, ha subito tre-quattro situazioni pericolose come quando al 14’ Tedeschi è troppo attento a guardare il pallone proveniente da un lancio di 40 metri e non vede il taglio anticipato di Leonetti, ala sinistra dei siciliani. L’impostazione tattica dei rossoblù, lo ribadisco, è stata identica a quella della prima gara. Probabilmente perché non si è avuta la possibilità di studiare a dovere l’avversario che, giusto ricordare anche questo, è stato costruito negli ultimi giorni di mercato. Nella ripresa, all’inizio sembrava che il Cosenza volesse attaccare alto. Ma è stata solo un’impressione visto che fino al 34’ l’Akragas ha avuto in mano il pallino del gioco. E mi riferisco all’occasione di Caccetta che sfiorando il gol ha messo timore agli avversari che hanno iniziato a tirare il fiato. Da quel momento il Cosenza, sospinto dall’urlo incessante dei suoi tifosi, ha creato qualche altra occasione anche se l’Akragas non avrebbe meritato la sconfitta per quanto visto in campo. Per ciò che concerne i cambi Legrottaglie con Madonia ha cercato di dare vivacità all’attacco, mentre l’ingresso di Vutov ha reso la squadra silana più dinamica seppur mantenendo il proprio equilibrio. In conclusione, probabilmente, con un po’ di coraggio in più i silani avrebbero portato a casa la vittoria. E’ mancata la concretezza, è vero. Ma credo che, soprattutto in casa, si possa cercare di osare qualcosa in più magari giocando da subito ai ritmi degli ultimi 15 minuti. Senza dover snaturare il credo del tecnico Roselli.
*Gianluca Gagliardi, ex allenatore di Cosenza e Triestina

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Redazione Cosenza Channel

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