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Criaco all’attacco: “Catanzaro antipatico. In campo saremo animali”

Criaco all’attacco: “Catanzaro antipatico. In campo saremo animali”

Il centrocampista rossoblù: “L’anno scorso al Ceravolo fu una gara particolare, loro ci punirono in modo immeritato e quell’1-0 lo abbiamo ancora sul groppone”.

La società ha scelto Marco Criaco quale testimonial del derby. Con Corsi che ha già mostrato il petto martedì scorso difendendo a spada tratta i compagni, soprattutto i più giovani, è toccato a “Ciri”, altro elemento amato dalla piazza e dai tifosi, caricare il derby di domenica. Succulenta una sola parte dell’intervista divulgata, in cui il fair-play va a farsi benedire e la stracittadina di Calabria si infiamma come da copione. “Il Catanzaro mi sta antipatico e cercheremo di vincere – dice senza mezzi termini – L’anno scorso al Ceravolo fu una gara particolare, loro ci punirono in modo immeritato e quell’1-0 lo abbiamo ancora sul groppone. Il derby è una partita importantissima per entrambe le squadre, ma noi dobbiamo dare il 110% in questo match. E’ fondamentale e importante per la città. Lo percepiamo, pertanto in campo saremo degli animali”. Il resto delle sue parole, sebbene montate in modo aggraziato tecnicamente, sono un excursus classico da intervista del martedì. “Sono al terzo anno al San Vito, quando sono arrivato le premesse erano solo di conquistare una maglia importante e il pubblico di Cosenza. Credo di esserci riuscito e spero di rimanere a lungo qui. I tre momenti che non dimenticherò mai? L’esordio col Tuttocuoio, il giorno del Centenario e la vittoria della Coppa Italia: un traguardo di valore inestimabile, nonché il primo trofeo vinto in Calabria”. Le ambizioni nello spogliatoio non mancano. “Il Cosenza può fare un ottimo campionato, migliorare il piazzamento dello scorsa stagione. Abbiamo la possibilità di fare davvero bene, ma oggi non possiamo capire fin dove possiamo spingerci. Le premesse, tuttavia, sono buone. Martedì eravamo arrabbiati perché a Messina non abbiamo fatto una prestazione da Cosenza, ma il malumore che si respirava ci ha spinto a dare tutto nelle sessioni di allenamento”.

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