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Le aquile e gli uccelli

Le aquile e gli uccelli

Conoscere la storia è fondamentale. Quando le origini vengono stravolte il rischio è di incappare in brutte figure come avvenuto alla curva Capraro.

“Ahi, ahi, ahi, Signora Longari, lei mi cade sull’uccello”. Su questa famosissima battuta di Mike Bongiorno hanno dibattuto per anni gli storici della televisione. Era una gaffe o l’ha detta apposta? Chissà, ce lo chiederemo ancora per un po’ fino a quando non ci metteremo l’anima in pace, storicizzando il fatto.

Chissà se faremo la stessa cosa della gaffe dei tifosi catanzaresi nel corso del derby d’andata del campionato di serie C stagione 2015/2016. Gli acculturati tifosi della curva Capraro, infatti, hanno voluto apostrofare i cugini rossoblù con uno sfottò dal sapore storico. Ad un certo punto, durante la partita, hanno esposto due striscioni con queste frasi: “Noi figli prediletti di Carlo V vanto imperiale” e sotto “voi nati da una deviazione autostradale”.

Partiamo dal principio: Carlo V. E’ vero, il capo dell’Impero su cui non tramonta il sole assegnò lo stemma con l’aquila sopra i tre colli. Eravamo nel XVI secolo. Cosenza, però, cari amici, non è nata da una deviazione autostradale, semmai è il contrario. La strada è stata deviata per passare davanti alla Città dei Bruzi. Fate attenzione, non ci riferiamo all’autostrada A3, Salerno-Reggio Calabria, finita di costruire nel 1972, ma della via realizzata dal Console Publio Popilio Lenate, costruita nel lontano 132 a.C.

Cosenza esisteva, Catanzaro no. Ed era già città, capitale di una confederazione e non villaggio di pastori senza nome né storia che, forse, sorgeva sugli attuali tre colli. Le origini cosentine affondano nella notte dei tempi, ammantate dalla leggenda. Una di queste richiama alla memoria Brettio, figlio di Ercole. Certa, invece, è la prima citazione che si deve al geografo greco Strabone, secondo cui la città fu fondata nel 356 a.C., cioè quasi 1400 anni prima di Catanzaro. Strabone narra di schiavi resisi liberi dai lucani e cita Consentia come capitale di un popolo fiero e forte che, da allora, presero il nome di Bruzi.

Lo sfottò dei tifosi giallorossi, quindi, ha avuto le gambe corte. Citando Mike Bongiorno, sono caduti… sull’aquila, come la signora Longari. Per coincidenza, proprio due giorni dopo, in una bella intervista pubblicata su Gazzetta del Sud, il prof. Filippo Burgarella, luminare di storia bizantina, ha raccontato un particolare poco conosciuto delle origini di Catanzaro.

A metà dell’anno 1000, ricorda il prof. Burgarella, il generale Flagizio presentò il progetto per la fondazione della città al Basileus Costantino IX Monomaco. Flagizio era, nientepocodimenoché Costantino Phaghitzes, eunuco.

Ahi, ahi, ahi, amici catanzaresi. Anche voi cadete… e non sull’aquila. (Federico Bria)

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