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I graffi di Crudelia Delgol: nessuna banda, il Cosenza è una boy-band

I graffi di Crudelia Delgol: nessuna banda, il Cosenza è una boy-band

Raimondi ha la chitarra in mano, Ciancio il microfono facile, mentre La Mantia è un rapper da fare invidia a Fedez. Insomma, fuori le playstation dal ritiro e dentro gli spartiti.

C’era una volta in Spagna, un giovanotto di belle speranze che vestiva i guantoni da portiere nelle giovanili del Real Madrid. Ed erano gli anni ’60 quando, a soli vent’anni, un gravissimo incidente ne infranse i sogni di gloria e l’ambizione di approdare presto in prima squadra. Ma come si dice: chiusa una porta, si apre un portone. E così, quella tragica sliding door, consegnó alla storia Julio Iglesias come cantante più popolare al mondo, con 250 milioni di dischi venduti, tradotti in decine di lingue diverse e distribuiti in ogni continente. Lieto fine sicuramente meritato, ma che non sarebbe stato possibile se Madre Natura non dimenticasse talvolta di distribuire equamente i talenti, mostrandosi più generosa nei confronti di alcuni eletti.

Tra questi fortunati eletti, destinatari di numerosi suoi doni, si trova anche Andrea Raimondi.

Ormai assodate le sue doti calcistiche, che hanno già conquistato i più attenti e lungimiranti tra i tifosi cosentini. L’ultimo arrivato in casa rossoblù è una specie di Re Mida della musica, capace di trasformare in melodia tutto ciò che gli passa tra le mani: persino le bacchette per il sushi, al suo magico tocco, diventano strumenti per le percussioni. Non gli basta neanche saper suonare abilmente la chitarra ed il pianoforte. No. Il nostro Andrea è addirittura un cantautore: compone le basi e scrive i testi degli inediti che poi lui stesso interpreta. E diversi sono i brani che, in attesa di una vera e propria consacrazione discografica, propone in anteprima sul suo profilo Instagram.

Ma non è l’unico tra i lupi a riservare di queste sorprese.

Su un diverso genere musicale, si attestano le doti del suo omonimo e compagno di reparto Andrea La Mantia: talentoso rapper freestyle, capace di tirar fuori strofe in rima con la stessa prontezza di un Fedez o di un J-Ax qualunque.

La passione per il karaoke di Simone Ciancio, che davanti ad un microfono si galvanizza tanto quanto sul rettangolo verde, era già nota dallo scorso campionato.

Attualmente pare che la febbre musicale stia contagiando mezzo spogliatoio, cosicché anche altri compagni hanno scelto come proposito per la nuova stagione, quello di imparare, tra un allenamento e l’altro, a suonare uno strumento. Per il momento, non è dato sapere se l’ex Padova si offrirà di tenere per loro delle lezioni gratuite o se dovranno procedere da autodidatti. Insomma, fuori le playstation dal ritiro e dentro le chitarre. Ma vietato dire che sono una “banda”, al massimo una boy-band!

crudelia ok

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