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De Angelis: “Stiamo prendendo consapevolezza della nostra forza”

De Angelis: “Stiamo prendendo consapevolezza della nostra forza”

Il vice di Roselli: “Il Cosenza a Castellammare ha disputato la sua migliore partita, tanto che nello spogliatoio c’era rabbia per la mancata vittoria. L’attacco? Spero che si sblocchi, ma nessuno sta demeritando”.

Dopo il pareggio dei Lupi per 1-1 in casa della Juve Stabia ad intervenire, ospite della trasmissione FairPlay in onda su TVSud (canale 814 del digitale terrestre), è stato il vice allenatore rossoblù Stefano De Angelis. L’ex terzino  ha analizzato il risultato di sabato scorso proiettandosi, virtualmente, già al prossimo incontro che vedrà il Cosenza affrontare, tra le mura amiche del “Marulla”, il fanalino di coda, ma non da prendere sottogamba, del Matera. Non sono mancate  domande sul periodo che lo ha visto protagonista a Cosenza nell’anno dove si è sfiorata la Serie A e, più in generale, sulla sua vita calcistica.
De Angelis, come vede la classifica del girone C di Lega Pro dove dopo sette giornate il Cosenza occupa la nona posizione a quota 10 punti?
“Rispetto l’anno scorso è un campionato livellato verso l’alto. Foggia, Casertana e Catania sono le favorite ma al momento è una classifica anomala. Tolto il Catania, che senza penalizzazione sarebbe primo a 14, trovare lassù il Messina o la Fidelis Andria è una sorpresa. Al Foggia manca qualche punto e penso che anche a noi manchi qualcosa”.
Cosa pensa del gara con la Juve Stabia e di Arcidiacono?
“Biccio è un giocatore di estrema qualità. Fa la differenza, crea la superiorità numerica. Ha un carattere particolare e riesce spesso a rimanere nei cuori dei tifosi. Per quanto riguarda la partita di Castellammare di Stabia, andava vinta. Ci dispiace non aver portato a casa i tre punti. Il mister era arrabiato proprio perchè non è arrivato il risultato, ma non per la prestazione. Voglio vedere chi in futuro andrà a Castellammare per condurre il match  90′ come abbiamo fatto noi . Quella di sabato è stata la nostra migliore partita della stagione. L’augurio è quello di crescere sempre di più, partita dopo partita. La squadra sta prendendo consapevolezza dei propri mezzi e vedere i ragazzi tristi a fine gara per il risultato non ottenuto ci fa ben sperare per il futuro”.
Statistiche alla mano, il Cosenza va meglio nei scondi tempi. Secondo lei da cosa dipende?
“Dobbiamo partire dal presupposto che la nostra squadra è la seconda più giovane del girone e quindi i ragazzi devono essere aiutati a capire alcune dinamiche. Giustifico così i migliori risultati ottenuti nelle seconde frazioni di gioco rispetto a quelli ottenuti nei primi 45′. La strigliata a metà tempo, quando costruttiva, serve”.
Il problema del Cosenza è legato principalmente alla prolificità in attacco. Gli attaccanti riusciranno a cambiare ritmo?
“Spero che si sblocchino a livello realizzativo, perchè a livello di prestazione non hanno fatto mancare nulla. Per una punta il gol è tutto, ma noi allenatori siamo contenti per le prestazioni. I vari La Mantia, Arrighini e Raimondi stanno comunque facendo un lavoro importante per la squadra, alleggerendo il lavoro della difesa e concentrandosi nell’assistenza ai compagni. Sicuramente dovremmo segnare più gol ma non disperiamo, arriveranno tempi migliori”.
L’assenza prolungata di Caccetta rischia di essere un problema con il passare delle giornate. Come pensate di arginare il problema?
“Caccetta sta facendo un lavoro molto intenso di riabilitazione per risolvere il problema. Speriamo di averlo al 100%  più o meno tra 3 o 4 settimane. È un’assenza importante perchè è un giocatore di categoria superiore in quanto a grinta e carisma. Per fortuna abbiamo la piacevole sorpresa di Fiordilino che tecnicamente è una via di mezzo tra lui ed Arrigoni. Rispetto a Cristian, in partita, si inserisce meno”.
Secondo molti tifosi la rosa del Cosenza non è abbastanza lunga per affrontare un campionato di  alto livello. Lei cosa ne pensa?
“Non penso ci sia il problema della rosa corta. Abbiamo scelto giocatori duttili per questo motivo. La scelta di calciatori polifunzionali è per dare più scelta al tecnico e i risultati, per il momento, ci danno ragione”.
Quali sono stati i momenti più belli della sua carriera, prima da calciatore e poi da allenatore, in rossoblù?
“I momenti piu belli con il Cosenza sono essenzialmente due: l’esordio con Mutti in Serie B con l’Atalanta e il ritorno da allenatore. Quando sono andato via sognavo di ritornare e ci sono riuscito”.
Come è avvenuto il suo primo traferimento al Marulla nel ’99?
“Venivo da 6 anni di C1 e stavo per firmare per il Pescara. Ma un giorno mi telefonò Ciccio Marino chiedendomi un incontro con il mio procuratore. Una volta faccia a faccia con lui e Luca Pagliuso non ci ho pensato due volte e ho firmato in 5 minuti”.
Com’è stato vivere dall’interno dello spogliatoio il periodo dove si è sfiorata la Serie A?
“Con molto piacere mi capita di rivedere le immagini. È stato un periodo che ha dato a me e a tutto l’ambiante cosentino grandi soddisfazioni. Lo ricordo sempre con molto piacere”. (Francesco Pellicori)

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