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Cosenza, osservatori dell’Avellino sulle tracce di Tedeschi

Cosenza, osservatori dell’Avellino sulle tracce di Tedeschi

Il difensore dei Lupi è stato visionato sabato scorso al Menti per conto dei biancoverdi: il suo alto rendimento non è passato inosservato. I rapporti tra le due società sono ottimi e c’è il riscatto di Arrighini…

Che tra Cosenza ed Avellino ci sia un rapporto cordiale e di grande collaborazione, lo testimoniano gli affari degli ultimi anni: Frattali in Irpinia, De Angelis prima e Arrighini poi in Calabria. I biancoverdi, tuttavia, sono intenzionati a pareggiare il conto e si sa che quando pescano in casa rossoblù, vogliono andare a botta sicura. Ecco perché a Castellammare di Stabia in tribuna c’era un osservatore del club facente capo al presidente Taccone. La missione, non tanto segreta visti gli occhi indiscreti sulle gradinate del Menti, era semplice: rendersi conto se Luca Tedeschi (‘87) sia pronto per un immediato ritorno in Serie B. Le prestazioni dello stopper bolognese a cui Guarascio ha fatto firmare un biennale non sono passate sotto traccia per una società che ama pescare in Lega Pro i migliori elementi. La retroguardia dell’Avellino è finita sotto accusa dopo una serie di prestazioni discutibili, tanto che lo stesso Frattali si è esposto pubblicamente difendendo i compagni. Il mercato però non dorme mai e sul taccuino del ds De Vito c’è anche il nome del difensore del Cosenza. Se sia ipotizzabile un trasferimento immediato? Difficile, più probabile che si tenti un assalto a giugno. Anche se in mezzo potrebbe finirci il prezzo del diritto di riscatto del cartellino di Arrighini…
Nel frattempo pare che a Via degli Stadi si sia deciso di non intervenire per rinforzare numericamente l’organico. Si aspetterà gennaio per fare le opportune valutazioni in entrata e uscita. I nomi accostati ai Lupi si sono così man mano sistemati altrove: Fabio Adobati (‘88) è andato al Forlì, Alessandro Fabbro (’81) ha firmato con la Lupa Roma, mentre Petar Kostadinovic (‘92) e Gaetano Capogrosso (‘89) sono finiti in D rispettivamente al Dro e al Mestre. (Antonio Clausi)

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