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Perina: “Cosenza, ero tuo già a dicembre 2012, ma…”

Perina: “Cosenza, ero tuo già a dicembre 2012, ma…”

Il portiere si gode il bel momento della squadra e racconta di quando aveva già detto di sì ad Aristide Leonetti e Stefano Fiore. “Poi si fece male Leuci e restai a Martina Franca”

Pietro Perina è uno degli elementi migliori che ha messo in mostra la prima parte di stagione del Cosenza. I suoi interventi, al pari dei gol di La Mantia, hanno spedito i rossoblù fino al quinto posto in classifica. “Hanno ovviamente un peso specifico maggiore le reti di Andrea – spiega senza indugio – perché quando qualcuno va a segno portiamo i tre punti a casa, mentre se io faccio il mio dovere al massimo possiamo pareggiare”. Col Matera tanti sorrisi a margine di 90′ complicati. “Sì, abbiamo fatto una buona partita contro una formazione che non è da ultimo posto. Vorrei fare i complimenti alla difesa che mi supporta in maniera egregia. A Catania, quando ho sbagliato, è stato Blondett a levare le castagne dal fuoco. Domenica invece Tedeschi è stato super. Siamo un collettivo molto coeso, forse è questa la nostra arma migliore”. La classifica inizia a diventare interessante. “Le prime partite non fanno testo. Il campionato inizia dopo la quindicesima giornata. Se il quadro generale rispecchia i valori reali? Beh, analizzando l’organico del Catania non possiamo neppure aprire il discorso. Rispetto ad un anno fa, tuttavia, la Prima divisione è molto più equilibrata e ci sarà da sudare a partire dalla trasferta di Pagani. I biancazzurri hanno battuto il Foggia e schierano un tridente molto pericoloso: siamo consapevoli che non sarà una passeggiata”. La crescita del pipelet barese è evidente. “Si può dire che l’anno scorso sia stata la mia prima vera stagione da titolare. Al Marulla sto cercando di confermarmi e di ripagare la fiducia del direttore. Quando Meluso mi ha chiamato, non ho esitato un secondo a dire di sì. La sicurezza tra i pali la si acquisisce soltanto giocando con continuità, ma io e Saracco abbiamo un ottimo mister. Orlandi è un martello, ma specialmente una persona per bene. Ci dà dei buoni consigli perché ha smesso da poco e vuole vedere miglioramenti costanti da parte nostra”. Per chiudere, Perina svela un interessante retroscena. Nella stagione 2012-2013, quella con Gianluca Gagliardi in panchina e del duello serrato con il Messina dei Lo Monaco, stava per diventare un calciatore del Cosenza. Era in prestito al Martina dal Bari che non gli avrebbe fatto sottoscrivere il contratto da professionista. Giocava poco ed aveva già stretto la mano ad Aristide Leonetti, che con Stefano Fiore dirigeva l’area tecnica rossoblù. “Vero – conclude – era il dicembre del 2012 ed avevo accettato la destinazione di una piazza di cui mi si parlava benissimo. Eravamo d’accordo, soltanto che Leuci si fece male e giocai sempre io fino al termine del campionato”. (Antonio Clausi)

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