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Un anno di Cosenza, un anno con Giorgio Roselli – VIDEO

Un anno di Cosenza, un anno con Giorgio Roselli – VIDEO

Il “Santo” spegne la sua prima candelina sulla panchina dei Lupi: all’attivo ha non solo una salvezza “miracolosa”, ma anche la conquista della Coppa Italia di Lega Pro.

E’ un anno, ma sembra passata un’eternità. Giorgio Roselli spegne oggi la sua prima candelina da allenatore del Cosenza e lo fa con il sorriso dipinto sulle labbra. E’ riuscito a vincere una scommessa con se stesso: allenare al meridione dopo una vita trascorsa sui campi del nord Italia. A 56 anni suonati non è stato uno scherzo cambiare vita, ma adesso è troppo facile sprecare frasi fatte come “chi viene al sud piange due volte: quando arriva e quando se ne va”. Giorgio Roselli ha saputo calarsi in una realtà difficile, calda, spesso troppo impulsiva. Accolto con un po’ di scetticismo si è conquistato anche in riva al Crati l’appellativo di “Santo” che già a Pavia gli avevano affibbiato per un miracolo chiamato salvezza. Oggi è l’uomo forte del club, il condottiero di una squadra a cui sta cercando di inculcare una mentalità vincente. Potrà adottare anche un gioco un po’ retrò per qualcuno, ma dal 28 ottobre 2014 ha alzato una Coppa Italia al cielo e nessuno c’era mai riuscito prima. Non ha guardato in faccia chicchessia, si è assunto la responsabilità con Meluso di scelte impopolari ed è andato avanti per la sua strada. Non farà girare i rossoblù come il Real Madrid, ma segue le proprie idee e sbaglia con la sua testa: nel calcio moderno è una dote da apprezzare anche quando si fischia a ragione una prestazione incolore. Oggi, 28 ottobre 2015, è lì al quinto posto di una classifica corta, senza padroni. Alzi la mano chi non porterebbe nel suo portafogli un’immaginetta di San Giorgio (Roselli) se… (Antonio Clausi)

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