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Il vino di Roselli e le mogli ubriache

Il vino di Roselli e le mogli ubriache

– l’editoriale di Piero Bria –
Al diavolo il bel gioco se l’obiettivo del Cosenza è quello di mantenere viva la speranza di arrivare a fine campionato ai play-off.

Quinto posto in classifica, quinto risultato utile consecutivo. Tutti avrebbero firmato ad inizio stagione per vedere il Cosenza in questa posizione di classifica. Non solo. Il dato più rincuorante è che la squadra di Roselli non si batte con facilità. Miglior difesa (insieme a Casertana, Foggia e Messina) e una quadratura di squadra che ne fa uno delle più temibili da affrontare in questo momento. Certo, meno rincuorante è il dato dei gol fatti. Ma non si può pretendere tutto. E’ come volere la botte piena e la moglie ubriaca. Soprattutto ad inizio campionato. Il Cosenza d Roselli è un diesel e questo fa ben sperare per il futuro.
Mettendo sul piatto i dati di questo primo quarto di campionato quello che risalta è la maturità e la costanza di un Cosenza non bello ma pratico, non spumeggiante ma concreto.
E al diavolo il bel gioco se l’obiettivo è quello di mantenere viva la speranza di arrivare a fine campionato ai play-off. La strada sembra quella giusta anche se qualcuno mugugna. Il Roselli furioso della scorsa settimana è la testimonianza di come si sia sempre alla ricerca di qualcosa in più da chi è sempre stato franco e a più riprese ha affermato: “il vino si fa con l’uva che si ha”. Più chiari di così…

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