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Cosenza, i sei infortuni che hanno frenato Roselli

Cosenza, i sei infortuni che hanno frenato Roselli

A partire da luglio il tecnico dei Lupi ha dovuto fare i conti con l’infermeria che lo ha privato a più riprese di titolari che sarebbero stati inamovibili nel suo scacchiere tattico.

Quattro mesi per iniziare a gradire il prodotto-Cosenza, quattro mesi in cui l’outfit non è certo quello definitivo. Sebbene il rammarico sia stato forte in diverse occasioni, si può dire che in classifica i Lupi occupino probabilmente il posto meritato sul campo. Nessuno può dire il contrario e nessuno può affermare che la dea bendata abbia aiutato i rossoblù. Sono sei gli infortuni, più o meno gravi, che hanno condizionato la prima fase di campionato e per larga parte derivanti da traumi di partita o da situazioni pregresse che si sono ripresentate negli ultimi tempi.


E…STATE ATTENTI.
Il precampionato in Sila ha fatto capire subito allo staff del trainer umbro che non sarebbe stata un’estate tranquilla. Arrighini si è allenato col contagocce a causa di un’infiammazione al tendine del ginocchio che si portava dietro da un po’. Dopo aver saltato le prime amichevoli, ha inciso secondo programmi in Tim Cup. Gol vittoria con l’Ascoli, eurogol a Vicenza in due spezzoni di partita. Poi ancora tanta precauzione e avvio di campionato a singhiozzo. Proprio ad Ascoli si è stirato Statella. Il ko lo ha tenuto ai box per un mese, ma una volta rientrato ha subito dimostrato di non avere rivali sull’out mancino. Nel frattempo Meluso ha chiuso l’affare-Raimondi. Il fantasista ha esordito a Vicenza, però nel conto non erano inclusi supplementari e rigori. Con qualche piccola corsetta alle spalle e poca benzina nei muscoli, c’è voluto un po’ prima che mostrasse una forma accettabile. In virtù di queste situazioni, è stato a settembre che Roselli ha avuto i problemi maggiori, tanto da sbilanciarsi nel sottolineare la condizione precaria dell’attacco rossoblù.

LUNGHI PERIODI. A qualche ora dalla partenza per Messina sulla testa dell’allenatore del Cosenza sono cadute due tegole. La Mantia ha saltato la trasferta per un fastidio all’adduttore, Caccetta ha iniziato a soffrire a causa dell’infiammazione del nervo sciatico. Il capocannoniere dei Lupi ha recuperato dopo qualche giorno, anche se sabato ha ricevuto una botta dolorosissima (al pari di Vutov con cui è immortalato in foto, ndr) a Pagani. Sul suo conto c’è da segnalare un vero miracolo quando i medici recuperarono per i capelli il calciatore dopo un blocco meniscale. Stessa impresa riuscita con Corsi dopo una brutta lussazione alla spalla. Il capitano è fermo da un mese abbondante. E’ stato a Brescia per ulteriori cure ed ora cerca di accorciare i tempi del rientro. Nel frattempo è venuto meno Ciancio. A Catania il terzino si è procurato una forte distorsione alla caviglia. Con la Casertana ha provato a stringere i denti, ma è arrivato il cambio prima del break. A seguire tre partite saltate (Juve Stabia, Matera e Paganese). Ieri il rientro in gruppo, ma non è sicuro che giochi con la Lupa Castelli.

PROSPETTIVE. L’idea di fondo è che, con l’infermeria vuota, il Cosenza sia da considerare organico in grado di lottare per centrare i playoff. In alcune situazioni mancano sostituti all’altezza dei titolari e l’argomento sarà oggetto di discussione a gennaio. Se tuttavia le punte cominciassero a buttarla dentro con la giusta continuità, non ci sarebbe mercato che tenga… (Antonio Clausi)

 

 

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