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Cosenza, i numeri ti dicono chi sei

Cosenza, i numeri ti dicono chi sei

La truppa di Roselli ha un rendimento altissimo al Marulla, ma tra gli ultimi del campionato in trasferta. In sostanza, la posizione occupata è quella giusta.

Alla lunga sono i numeri a dire che tipo di squadra si è. Il Cosenza non sfugge all’analisi scientifica perché, si sa, il calcio e la matematica sono come cane e gatto. Un rapporto di odio-amore che in periodi di vacche magre acuisce l’incompatibilità di fondo, ma che nei pomeriggi migliori dà spunto per approfondimenti dettagliati. La classifica di Lega Pro, per adesso, parla chiaro sebbene le penalizzazioni consegnino ai tifosi un aspetto diverso da ciò che invece sarebbe senza segni meno. I Lupi, secondo l’aritmetica, occupano la posizione che meritano con risultati eccellenti in casa e molto bassi in trasferta. In un torneo molto livellato (in che direzione lo vedremo tra qualche settimana, ndr) basta questo alla truppa di Roselli per restare a contatto con le posizioni che contano.
FORTINO MARULLA. Davanti ai propri sostenitori, autorizzati a fare gli scongiuri, non c’è santo che tenga: il Cosenza va come un treno. Arrighini e compagni hanno conquistato 13 punti su 15 a disposizione, impattando soltanto con l’Akragas. Ha fatto meglio soltanto il Benevento, che tuttavia ha giocato una gara in più al Santa Colomba. Perina è capitolato in un’unica occasione, cosa successa pure ai portieri di Messina e Casertana. Tutte le altre squadre hanno subito più di 1 gol. Il fatto che i rossoblù cerchino con convinzione e carattere il successo, lo testimoniano le reti di La Mantia in zona Cesarini. Non sono frutto di episodi fortunosi, ma il coronamento di una strategia diventata il marchio di fabbrica di Giorgio Roselli.
MALE FUORI CASA. Belle parole non possono certo spendersi per le prestazioni lontano dal San Vito, o meglio dire per il raccolto perché spesso si sono offerte prove sufficienti. Il Cosenza, tra le prime quattordici, è l’unica a non aver ancora cancellato lo 0 alla voce vittorie esterne. Le gare di Catanzaro, Castellammare e in parte Pagani avevano servito su un piatto d’argento la concreta possibilità di tornare in Calabria coi tre punti in saccoccia, ma qualcosa è sempre andato storto. Alla fine i pareggi sono stati 4 a fronte dei 2 ko stagionali. E’ proprio in queste occasioni che la sterilità dell’attacco sta pesando maggiormente.
SECONDI TEMPI. Se le partite terminassero al 45’, Giorgio Roselli avrebbe di che preoccuparsi visto che la sua squadra per rendimento figurerebbe tra le ultime con 11 punti. Discorso diametralmente opposto per i secondi tempi, specialmente in virtù dei discorsi di cui sopra circa i successi strappati coi denti in prossimità del 90’. Il Cosenza ha fatto meglio di tutti ad eccezione di Foggia, Messina e Casertana: sarebbe a quota 17, a -1 dalla vetta. (Antonio Clausi)

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