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Arrighini, ascolta i tuoi vecchi tecnici: “Devi sbloccarti mentalmente”

Arrighini, ascolta i tuoi vecchi tecnici: “Devi sbloccarti mentalmente”

Masi: “E’ un ragazzo sensibile, avverte troppo le critiche. Se sente la fiducia della piazza diventa devastante”. Indiani: “Spero che il Cosenza lo schieri sempre titolare, fa la differenza”.

L’oggetto del dibattere in queste settimane è Andrea Arrighini, attaccante che davanti al portiere avversario non sta rendendo così come ci si sarebbe aspettato. Il valore del calciatore non è in discussione perché ha movimenti da punta vera, ma ancora non ha trovato il giusto feeling con la porta. Pensate che in estate aveva colpito tutti con due gol ad Ascoli e Vicenza (bellissimo) e che il primo centro in campionato era arrivato proprio a Catanzaro, sotto la Curva Est per di più. Insomma, i presupposti per affibbiargli i gradi di predestinato c’erano tutti. Prima di scendere in Calabria tra B, Lega Pro e D aveva timbrato il cartellino 60 volte. Mica noccioline. L’allenatore che puntò per primo su di lui fu Marco Masi. Erano i tempi del Pontedera e di un giovanissimo Arrighini. “Lo ricordo come un ragazzo che ha bisogno di sentire la fiducia sia del tecnico che della piazza. Se gli viene data è devastante. Il difetto è che avverte troppo le critiche e secondo me dovrebbe essere più impermeabile”. Si esprime così l’attuale tecnico della Sampdoria Primavera quando parla del 9 rossoblù, aggiungendo cosa lo ha colpito dell’attaccante quando lo schierò titolare a 19 anni. “Mi colpì molto la sua velocità di base e la capacità di aggredire gli spazi. Da giovane gli mancava la concretezza sotto porta perché era troppo frettoloso nell’andare alla conclusione. Con gli anni ha affinato ciò e per la categoria è diventato un giocatore capace di risolvere parecchi problemi offensivi delle squadre in cui milita. La sua scarsa prolificità mi fa pensare che sia dovuta esclusivamente ad un blocco mentale e le critiche non gli fanno bene perché è un giocatore, come detto prima, troppo “sensibile”. A Cosenza dategli fiducia e lui la ripagherà, ne sono certo”. Dello stesso avviso il tecnico che lo ha allenato due anni fa, Paolo Indiani. “Concordo – spiega – Sicuramente è un blocco mentale perché nelle mie gestioni ha segnato gol a raffica e non penso che si sia “imbrocchito”. Non lo sento da un mese, mi disse che aveva avuto problemi fisici che non gli avevano permesso di allenarsi con costanza e stava pagando proprio questo. Se a Cosenza non lo volete più, potete darlo a me!” afferma scherzando al telefono. Poi, emozionato, ricorda l’Arrighini della sua gestione a Pontedera. “Sotto la mia guida tecnica fece 30 gol in due stagioni perché era aiutato dalla squadra. È un attaccante che ha bisogno degli spazi per fare male dato che è un giocatore che attacca la profondità e se non li ha è dura per lui. Una cosa è certa, deve giocare sempre titolare. Tra l’altro se non gioca titolare lui in Prima divisione non so chi potrebbe giocare”. Infine, conclude con un consiglio. “L’unica cosa che mi sento di dirgli è di stare tranquillo. Prima poi i suoi reali valori verranno fuori. È un ragazzo positivo che si impegna e dà tutto per la maglia che indossa. Deve avere un po’ di pazienza, così come i tifosi”. (Francesco Pellicori)

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