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L’angolo della tattica: l’arte di mischiare le carte

L’angolo della tattica: l’arte di mischiare le carte

di Gianluca Gagliardi*
Dal 4-4-2 al 3-4-3. E poi al 25’ della ripresa il cambio che poteva sembrare un azzardo: Corsi x Statella. Ma Roselli probabilmente aveva preferisto di dover far fronte a qualche imprevisto (vedi espulsione di Blondett). 

Un gruppo compatto e un torneo equilibrato e tecnicamente mediocre rendono possibile il raggiungimento di un obiettivo ai più insperato. Un innesto per reparto e di conseguenza il pubblico delle grandi occasioni (perché così pochi?) andrebbero a rafforzare e ad aumentare le possibilità di arrivare al traguardo dinanzi a tutti. Questa è una breve premessa che mi sembrava doverosa.
Ma andiamo con ordine e analizziamo la partita giocata sabato scorso contro il Monopoli. Squadre in campo con moduli e uomini annunciati (4-4-2 il Cosenza e 3-5-2 il Monopoli).
Pronti e via e gli ospiti passano su una disattenzione difensiva (bravo l’attaccante ad anticipare, meno il difensore ad evitare che ciò avvenga).
Come e quando questo episodio abbia cambiato la partita non è dato sapere ma sicuramente ci ha consentito di vedere un Cosenza diverso rispetto alle precedenti gare.
Una squadra, quella di Roselli, non attendista ma costretta a riversarsi nella metà campo avversaria con tutti i suoi effettivi per cercare di scardinare una difesa avversaria ben strutturata fisicamente ma altrettanto lenta e distratta. Sebbene non abbiano mai tirato in porta, i Lupi in più di un’occasione ne hanno creato i presupposti (specie con Arrighini). Tutto questo contro un avversario ordinato ma che con il passare del tempo si è abbassato sempre più senza mai rendersi pericoloso e senza avere nel proprio undici contropiedisti o calciatori con gamba.
Nella prima mezzora i pericoli x il Cosenza arrivavano dagli esterni (come in occasione del gol) dove i due centrali, in particolare Blondett, soffrono l’uno contro uno al cospetto di due attaccanti (Croce e Gambino) forti fisicamente; dalla parte opposta Arrighini e La Mantia non trovavano gli spazi e la profondità necessaria per rendersi pericolosi. E così al 30′ entra in campo Roselli ridisegnando la sua compagine con un inedito quanto efficace 3-4-3 che ha eliminato i pericoli difensivi (non più due contro due dietro ma tre difensori a controllare due attaccanti) e creato in fase offensiva la superiorità (due contro uno) sugli esterni con Criaco-Arrighini a sinistra e soprattutto Ciancio-Statella a destra. I pugliesi per circa un quarto d’ora hanno subito passivamente gli assalti del Cosenza non riuscendo a scalare in tempo. Questo perché i tre centrali, alquanto impauriti, rimanevano inutilmente stretti e le mezzali Tarantino e Djuric erano troppo lenti e compassati non arrivvando mai a raddoppiare e finendo per sfigurare al cospetto del Dani Alves del Cosenza: Ciancio (suo il cross del pareggio ).
È il 40′ quando il secondo di Tangorra decide di scomodarsi dalla panchina per suggerire allo stesso di cambiare qualcosa. Tramite un “pizzino” di nota scuola manciniana il Monopoli riceve il messaggio e passa ad un più classico e guardingo 4-4-2. Scelta opportuna per cercare di limitare i danni ma poco  efficace avendo diversi giocatori in ruoli non proprio ideali.
Inizia il secondo tempo e ti aspetti un monologo dei rossoblù ed invece ritorna in campo il “vecchio” Cosenza attendista, lento, prevedibile e incapace di fare gioco e creare pericoli. Quasi come se sapesse che prima o poi qualcosa l’avversario si inventa e dovremo essere bravi e fortunati ad approfittarne!
Così il tempo trascorre e le uniche cose da segnalare sono il cambio Raimondi-La Mantia con Arrighini spostato al centro e successivamente il ritorno del capitano Caccetta e del 4-4-2 con Criaco e Raimondi esterni e un abulico Statella a ridosso di Arrighini.
Al 25’ della ripresa il cambio che potrebbe essere un azzardo oltre che impopolare: Corsi x Statella!!!
Azzardo perché con il risultato in parità e mancando circa 25’ (recupero compreso) “bruciarsi” la terza sostituzione può risultare alquanto rischioso. Impopolare perché sebbene non sia stato il miglior Statella toglierlo sul risultato di 1-1 un giocatore offensivo per uno difensivo potrebbe sembrare un messaggio del tipo: “il pari va bene”!
Ma forse Roselli sapeva che da lì a qualche minuto Blondett avrebbe commesso una sciocchezza e quindi in inferiorità numerica sarebbe servito il buon Corsi!
Dopo l’espulsione ho esclamato: questa è la scintilla giusta per vincere la partita!
I biancoverdi pensano di aver portato il risultato a casa, si rilassano e… Criaco, Roselli, la squadra e i tifosi tutti ringraziano e guardano verso la numerata perché a volte i sogni si avverano. E chissà, vista la classifica, se qualcuno avrà recepito il messaggio. Lo sapremo solo a gennaio alla riapertura del mercato.
*Gianluca Gagliardi, ex allenatore di Cosenza e Triestina

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