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Quadratura e autostima

Quadratura e autostima

– l’editoriale di Piero Bria – 
Il Cosenza, seppur poco prolifico, ha una certezza: è una squadra quadrata e affidabile. Roselli incrocia le dita e spera a gennaio di contare su una rosa più ampia. 

Le grandi stagioni portano con se una prerogativa fondamentale: essere una squadra quadrata.
In Italia subire poco è un marchio che ti contraddistingue, soprattutto se hai ambizioni di alta classifica. E il Cosenza lo sa bene, seppur lì davanti come dice Roselli “manca un po’ di cattiveria e lucidità in più”.
Il Benevento si è accorto di quanto sia coriaceo il Cosenza. E al Vigorito è andata in scena una partita tra due squadre che hanno voglia di lasciare il segno in questo campionato.
Un anno fa Roselli arrivò trovando un plotone disarmato e diede loro quelle sicurezze per cercare di uscire da un momento difficile. Li istruì per la “battaglia sportiva” trovando risposte nel tempo.
Tranne qualche errore di percorso (vedi Messina quest’anno) i silani hanno sempre dimostrato di essere una squadra quadrata. Si può discutere sulla scarsa intraprendenza della squadra rossoblu ma, di certo, avere una squadra affidabile è una di quelle certezze che da garanzie per il futuro.
In attesa di oleare i meccanismi offensivi ci si concentra sull’affidabilità della fase difensiva. Ed ora è la cosa che più conta per consentire alla squadra di aumentare la propria autostima e trasformarsi, come avvenuto l’anno scorso nel girone di ritorno, in una compagine cinica e concreta.
Poi, in base a quello che dirà il campionato fino a gennaio verranno presi i dovuti provvedimenti. Senza stravolgere nulla bisognerà cercare di trovare qualche calciatore utile alla causa (vedi Statella l’anno scorso) che dia qualche soluzione in più a Roselli e aumenti il numero di una rosa che, ad oggi e a causa di alcuni infortuni, sta cercando di andare avanti seppur con qualche cerotto.

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