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Cavallaro-story: da fenomeno del calcio siciliano a re di Nocera

Cavallaro-story: da fenomeno del calcio siciliano a re di Nocera

Negli ultimi tempi ha vissuto stagioni splendide a Foggia e a 33 anni ha ancora voglia di stupire. Contro il Cosenza ha già segnato 3 gol, ora vuole saldare il conto.

Scrivere la storia per recuperare il tempo perduto. E’ questo il leit-motiv della carriera di Giovanni Cavallaro. L’ala d’attacco palermitana, ormai nuovo acquisto del Cosenza, a 33 anni ha ancora la voglia di stupire e di lasciare il segno. Come d’altronde ha fatto finora, sempre, nella sua carriera. Da fenomeno delle categorie inferiori siciliane a diventare uno dei migliori calciatori della terza serie nazionale, il passo è breve se hai le sue doti. Dribbling secco, scatto fulminante ed ottima tecnica ne fanno un esterno funambolico ed imprevedibile fin da giovanissimo. L’opportunità della vita arriva a 25 anni, quando nel 2007 lo prende la Nocerina in Serie D. Fino a quel momento, il punto massimo della carriera di Cavallaro, sono 3 presenze, sempre in D, con la maglia del Licata dove però rimane pochi mesi prima di tornare in Eccellenza, al Nissa. A Nocera la carriera di Cavallaro cambia definitivamente.  Quattro anni a livelli strepitosi che trascinano i molossi dalla Serie D, fino alla storica Serie B nel 2011. Cavallaro diventa il re di Nocera, il capitano ed il maggior marcatore della storia nocerina, grazie a 44 gol totali. Un pezzo di storia. A Nocera è un’istituzione, anche perché si stabilisce lì, insieme alla sua compagna Ilenia, nocerina doc. Con Auteri in panca però, cambiano le cose. Cavallaro, dopo un anno di Lega Pro Prima Divisione dove gioca poco, in B non vede mai il campo e decide quindi di cambiare aria. Saluta la Nocerina con un messaggio strappalacrime su Facebook nel quale non le manda certo a dire: E’ arrivato il momento di salutare con un nodo in gola la squadra che mi ha fatto sognare… e a cui ho dato anche l’anima quando mi è stato concesso… se mi avessero detto un anno fa che sarei andato via… mi sarei fatto una grossa risata… sarei rimasto qui anche a vita! Avrei giocato in questa squadra anche gratis e a chi mi ha accusato di rubarmi i soldi stando qui, neanche rispondo… perché nonostante io abbia riacquistato la mia forma fisica neanche mi è stato concesso di mettere piede in campo per un minuto… il motivo neanche io l’ho ancora capito… fatto sta che a qualcuno davo molto fastidio. Ho lavorato fino alla fine e ho sempre onorato la “mia maglia e i miei colori”… e ancora adesso nn ci credo che domani lascerò questa città… il mio sarà un arrivederci perché il mio cuore in tutti i sensi rimarrà qua. Ringrazio chi ha creduto in me e chi mi ha sempre stimato, saluto i miei amici e anche i miei nemici, ringrazio il mio presidente…. grande uomo… e i miei TIFOSI! E’ STATO TUTTO BELLISSIMOOOO! ADESSSO ANDRO’ AD ONORARE LA MIA NUOVA MAGLIA COME HO SEMPRE FATTO CON GRANDE ENTUSIASMO E VOGLIA DI RISCATTO PERCHE’ SONO STRACONVINTO CHE POSSO FARE GRANDI COSE! E’ stato un onore indossare la maglia dei molossi e soprattutto essere il capitano per quasi 4 anni di una grande tifoseria che terrò sempre nel mio cuore!”.
A gennaio del 2012 va a Trapani, di nuovo in Lega Pro. Perde la finale play-off per l’accesso in B contro il Lanciano, ma gioca poco anche perché un serio infortunio all’anca lo mette fuori per quasi un anno. Per rivederlo in campo ci vuole febbraio del 2013. Riparte da Ancona, in Serie D, dove finalmente si rivede il vero Cavallaro. Segna 6 gol in 11 partite ed è pronto per una nuova avventura. Pasquale Padalino, che ha già allenato Cavallaro a Nocera,  lo chiama al Foggia. A 31 anni, un’altra grande chance, forse insperata. A Foggia, si vede forse il miglior Cavallaro di sempre. Ancora più forte di quello di Nocera. 15 gol in Lega Pro Seconda Divisione due anni fa e 9 l’anno scorso. Inizia a conoscerlo anche il Cosenza che in questi due anni viene trafitto per ben 3 partite da Cavallaro: sempre su rigore. A gennaio 2015 è uno dei pezzi pregiati del mercato con la Casertana che avrebbe fatto carte false per prenderlo. Rimane a Foggia, ma a luglio lo ferme la giustizia sportiva: becca 5 mesi di squalifica per aver percepito dei pagamenti in nero ai tempi della Nocerina. Con i Satanelli però non c’è più feeling ed il calciatore rescinde un mese fa. Adesso il Cosenza. A 33 anni suonati, ma con la solita voglia di lasciare il segno anche in riva al Crati per continuare a ritrovare strada facendo, il tanto tempo perduto. (Alessandro Storino)

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