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L’angolo della tattica: vince la squadra più esperta e strutturalmente migliore

L’angolo della tattica: vince la squadra più esperta e strutturalmente migliore

di Gianluca Gagliardi*
Il Melfi, seppur ha avuto in mano il pallino del gioco, si è dimostrato fragile in avanti. Il Cosenza, granitico e umile, ha portato a casa una vittoria importante col minimo sforzo. 

Inizio questa mia analisi sottolineando come Roselli e Ugolotti a fine partita abbiano dimostrato schiettezza e lucidità nella disamina della partita. Il primo ha messo in evidenza la brutta gara dei suoi dal punto di vista del gioco in fase di possesso e, il secondo, riconoscendo un grosso impegno della sua squadra che non ha però prodotto alcuna azione realmente pericolosa.
Ma andiamo con ordine e partiamo dallo schieramento in campo. Melfi con un 4-2-3-1 abbastanza offensivo e Cosenza con il suo marchio di fabbrica: il 4-4-1-1.
Un modulo “offensivo” quello degli ospiti potendo contare su tre giocatori (Canotto, Herrera e l’ex Tortolano) dietro la punta (Lescano) dediti più alla fase d’attacco e meno portati a difendere.
Chiaro l’intento del tecnico dei lucani di non voler fare una partita di attesa ma piuttosto essere propositivi e cercare l’uno contro uno con i difensori di casa.
Andando ad analizzare in maniera adeguata la partita possiamo dire che il Melfi ha avuto in mano il pallino del gioco riuscendo a palleggiare bene. Allo stesso modo, però, gli ospiti non si sono mai resi pericolosi dalle parti di Perina che si è dovuto sporcare i guanti solo con tiri provenienti dalla distanza.
Squadra troppo giovane quella lucana oltre ad essere strutturalmente inferiore ai giocatori rossoblu che hanno avuto sempre la meglio sia sulle palle alte che negli scontri palla a terra.
Bravini tecnicamente Canotto (anche buona corsa ), Herrera (anche se ci saremmo aspettati qualcosa in più viste le capacità tecniche) e Tortolano (ordinato e preciso nei passaggi ) ma troppo leggeri per impensierire la granitica difesa silana. La punta Lescano (un ’96 di prospettiva) si è impegnato molto ma nulla ha potuto contro l’esperienza di Tedeschi che si sta mostrando vero punto di forza del pacchetto arretrato.
In definitiva possiamo affermare che al Melfi è mancata la cattiveria e l’inserimento senza palla dei suoi giocatori d’attacco oltre ad un po’ di qualità in mezzo al campo. Vincere al Marulla, di questi tempi, è dura per tutti. E se a questo aggiungiamo che l’unico giocatore navigato (leggi Kap) commette un errore da principiante…beh, l’impresa diventa impossibile!
Il Cosenza, come si suol dire, vince con il minimo sforzo. E grazie anche all’immediato vantaggio la squadra di Roselli ha pensato di gestire e sfruttare qualche ripartenza che in realtà raramente c’è stata nella gara di sabato sera.
L’impressione che hanno fornito i silani agli spettatori presenti è stata quella di una squadra sicura della propria forza oltre che capace di leggere la partita e gestirla. I rossoblu non hanno mai dato segnali di sofferenza e con grande abnegazione, sacrificio e un pizzico di umiltà hanno portato a casa altri tre punti preziosissimi.
Concretezza, umiltà e sacrificio sono termini cari e ricorrenti per la squadra di Giorgio Roselli che anche in giornate non proprio positive riesce a vincere (pur senza convincere dal punto di vista del gioco).
Sicuramente serve qualcosa in più per indurre gli assenti al Marulla a ritornare a riempire le scalinate dello stadio cosentino…così come serve qualcosina in più per consolare e soprattutto riscaldare i presenti.
*Gianluca Gagliardi, ex allenatore Cosenza e Triestina

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