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Pagnozzi scende in campo. E’ il terzo candidato alla presidenza della Lega Pro

Pagnozzi scende in campo. E’ il terzo candidato alla presidenza della Lega Pro

L’ex sfidante di Malagò nella corsa al Coni si aggiunge a Gravina e a Marcheschi. “La mia non è una candidatura contro, ma una candidatura pro, in tutti sensi”. Elezioni giorno 22.

La corsa per la poltrona più importante della Lega Pro si è infuocata di colpo proprio in prossimità delle elezioni previste per il prossimo 22 dicembre. Ieri, infatti, Raffaele Pagnozzi, già commissario della Figc nel 1996 e sfidante di Malagò nella corsa al Coni, ha dichiarato la sua scelta di scendere in campo all’Ansa. “La mia non è una candidatura contro, ma una candidatura pro, in tutti sensi”. La Lega Pro è un tassello del quadro politico della Figc. A questo punto sarà corsa a tre. A contendere a Pagnozzi lo scettro presidenziale, dopo 18 anni di gestione Macalli, ci sarà l’attuale subcommissario, Paolo Marcheschi, 54 anni, fiorentino, laureato in giurisprudenza, agente assicuratore, vicepresidente e tesoriere del gruppo regionale di Fratelli d’Italia, che al di là della sua provenienza politica ha già incassato un apprezzamento dal sottosegretario Lotti. Lunedì, invece, è attesa l’ufficializzazione della candidatura di Gabriele Gravina, grande oppositore di Macalli, vicino al presidente federale uscente Giancarlo Abete: lo farà nel corso di una conferenza stampa programmata nell’hotel Beverly Hills a Roma. Completata la terna, comincerà la vera corsa alle preferenze. E sarà una corsa contro il tempo. “Fin dall’inizio – spiega Pagnozzi – ho precisato che ci poteva essere la mia disponibilità solo in funzione del recupero dell’unità di intenti della Lega e del superamento della litigiosità in atto. Per realizzare, in sostanza, nei 12 mesi che ci separano dalla scadenza di tutte le cariche sportive, le cose che servono per risolvere il maggior numero possibile dei tanti problemi dei club di Lega Pro. Dunque non sono il candidato nè di Tizio nè di Caio poiché ho fatto verifiche a vari livelli e ho ricevuto inviti da tanti presidenti di società: con molti ho parlato e continuerò a parlare nei prossimi giorni, solo questo mi ha convinto a scendere in campo per autentico spirito di servizio”. Dopo la mancata approvazione degli ultimi due bilanci, la Lega Pro si è spaccata con pesanti polemiche (su tutte la vicenda Iodice-Lotito) e risvolti penali. La presidenza della Lega Pro è politicamente pesante, perché rappresenta un possibile ago della bilancia nelle elezioni federali: l’ex Serie C, infatti, conta il 17 per cento del pacchetto di voti per l’elezione del presidente. I club prima erano addirittura 90, adesso sono scesi a 54, ma sono sempre tanti. La percentuale, tuttavia, è rimasta invariata e pesa sempre tantissimo negli equilibri governativi del calcio italiano.

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